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sabato 26 Novembre 2022

WomenXImpact, donne leader sul palco: storie di manager e imprenditrici che ce l’hanno fatta

Bologna – Ci sono donne che hanno raggiunto una posizione professionale ma non dimenticano la fatica che hanno fatto a superare le difficoltà iniziali in un mondo del lavoro in cui le logiche maschili prevalgono: a volte riescono a introdurre innovazioni aziendali per contrastare queste difficoltà e agevolare la carriera delle più giovani. È la caratteristica comune di moltissime delle donne che raccontano la loro storia a WomenXImpact, il forum di tre giorni che si è concluso nel fine settimana al FICO Eataly di Bologna su iniziativa di Eleonora Rocca, con Eni main sponsor. Se si può individuare un tracciato comune che percorre le 160 storie personali e professionali di questa seconda edizione dell’evento, è proprio la generosità con cui manager e imprenditrici si spendono per cambiare i percorsi femminili in un mondo del lavoro ancora prevalentemente maschile. In Italia meno di un terzo delle posizioni dirigenziali sono occupate da donne, ma quelle che si succedono sui quattro palcoscenici dell’evento sono tutte in qualche modo impegnate a facilitare la vita di quelle che arriveranno dopo, anche solo con il loro esempio.

Ma c’è chi fa di più e gli esempi sono numerosissimi: per citarne alcuni, quello di Miriam Frigerio, la dirigente Sorgenia che ha lanciato, supportata dalla propria azienda, l’hashtag #sempre25novembre per ricordare che la lotta contro la violenza contro le donne non si può ridurre a un solo giorno, quello che il mondo dedica appunto all’eliminazione della violenza di genere con varie iniziative ed e-book di testimonianze drammatiche. “Vogliamo attirare l’attenzione su quelle donne che fanno gesti apparentemente normali, ma che cambiano il mondo, come quella Rosa Parks che in Alabama nel 1955 rifiutò di cedere il suo posto in autobus a un bianco dando vita al movimento che avrebbe portato molti anni dopo alla fine delle leggi razziali in America. Noi donne siamo storie e persone, ed è importante che si sappia”.

Da Sydney, dove ha un ruolo importante nel gruppo Amazon, è arrivata a Bologna Chiara Longhi che ha parlato di quanto è importante l’intelligenza emotiva nel mondo professionale e di come trarre profitto anche dai fallimenti. “Come me – ha commentato Eleonora Rocca, che vive a Londra – anche Chiara e molte altre pur avendo deciso di vivere fuori dall’Italia vogliono ancora fare qualcosa di importante per il Paese da cui arrivano, che deve fare ancora molta strada nel campo dell’empowerment delle donne”. Molte delle professioniste intervenute hanno un’attività nel campo dell’innovazione digitale e dei social network. Alessandra Mariani è la responsabile del marchio TikTok nell’area dell’Europa del sud, e ha parlato di come “le donne esprimono la loro creatività sulle piattaforme per ispirare altre a procedere verso l’empowerment”.

E’ proprio su TikTok che la giovane cantante californiana Emmy Meli, classe 1999, ha avuto decine di milioni di visualizzazioni per la sua canzone I am woman, scritta per “dare potere alle donne”: l’hashtag #IAMWOMAN ha registrato oltre 1,3 miliardi di contatti. Non è sempre facile. L’americana Veronica Kirin, antropologa e formatrice per Empire Builder Coaching, ha raccontato dal palco del forum creato da Eleonora Rocca e di cui Eni è main sponsor di aver provato sulla propria pelle che cosa significa non riuscire ad alzarsi dal letto la mattina per non affrontare i troppi impegni, e di aver deciso di fare tesoro di tale esperienza rendendola un mestiere per sostenere le altre donne. Una delle cose che le aziende possono fare è trovare dei “mentori” che accompagnino i nuovi assunti e in particolare le nuove assunte nella prime fasi del nuovo lavoro: ne ha parlato Erika Fattori, responsabile della strategia del marchio e della comunicazione di Nexi.

I programmi di “mentoring” aziendale, ha spiegato, rispondono a una esigenza che sembra scontata: “Perché non imparare dalle esperienze vissute? Perché tutte le donne e gli uomini che cominciano un nuovo lavoro devono fare la stessa fatica iniziale di chi li ha preceduti e non mettere a frutto la loro esperienza?”, si è chiesta. Della capacità tutta femminile di essere leader in modo gentile ha parlato nel suo intervento la giornalista di SkyTg24, Tonia Cartolano, autrice del libro “Leadhers. Donne e storie di straordinaria normalità”. “Ho aggiunto una H alla parola inglese perché suggerisce un ruolo maschile. Essere leader non vuole dire provare a essere un uomo: la sfida è quella di provare ad essere leader e a generare leadership rimanendo donne, non vergognandosi di scegliere la maternità e avendo una visione sul futuro”.

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