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sabato 1 Ottobre 2022

Usa, fiducia e ottimismo: il peggio sembra passato

Milano – I dati di luglio dei prezzi al consumo e alla produzione pubblicati questa settimana, che sono risultati inferiori alle attese e hanno mostrato una moderazione rispetto al mese precendente, sono stati “molto graditi”. Lo ha affermato Tom Barkin, presidente della Federal Reserve Bank of Richmond, durante un’intervista alla CNBC. “Quindi siamo felici di vedere che l’inflazione inizia a scendere”, ha aggiunto, prima di osservare che “mi piacerebbe vedere un periodo di inflazione sotto controllo in modo sostenuto, e fino a quando non lo faremo penso che dovremo solo continuare a spostare i tassi in territorio restrittivo”. “Vorrei vedere l’inflazione raggiungere il nostro obiettivo, che è del 2% al PCE, e mi piacerebbe vederla raggiungere il nostro obiettivo per un periodo di tempo”, ha affermato. Il PCE price index dà un’approssimazione sulla misura dell’inflazione ed è monitorato con attenzione dalla Federal Reserve per valutare l’andamento dei prezzi.

Sela Fed è soddisfatta, Goldman Sachs è ancora piu’ ottimista: i policymaker dovrebbero interpretare i singoli dati macroeconomici in uscita con un po’ di cautela, ma l’attuale quadro indica che l’economia statunitense “sta attraversando una sana decelerazione, non una recessione” afferma Goldman Sachs, aggiungendo che la maggior parte degli indicatori che il National Bureau of Economic Research utilizza per determinare se l’economia è in recessione suggeriscono comunque che l’attività economica è in espansione. In un nuovo report sul tema, gli analisti della banca d’affari ricordano che i funzionari della FED hanno segnalato il desiderio di rallentare il ritmo dell’inasprimento durante la riunione di luglio, in parte per ridurre il rischio di limitare inavvertitamente troppo l’attività e spingere l’economia in una recessione.

Sottolineano che il pieno impatto dei rialzi dei tassi si fa sentire con un ritardo, i dati economici vengono rilasciati con un ulteriore ritardo e l’economia a volte rallenta troppo bruscamente all’inizio delle recessioni perché i responsabili politici possano tracciare con precisione condizioni attuali. “Una preoccupazione particolare è che i dati economici in tempo reale potrebbero sottovalutare la velocità con cui l’attività sta rallentando all’inizio di una recessione”, afferma GS, che ha analizzato il passato per cercare traccia di questi fenomeni. “Riteniamo che le stime iniziali di salari, occupazione delle famiglie e crescita dei consumi all’inizio della recessione tendano a essere riviste al ribasso – si legge nello studio – Mentre le revisioni ai libri paga e alla crescita dell’occupazione delle famiglie sono piccole, equivalenti a circa -30.000 posti di lavoro al mese, la revisione media della crescita del PCE reale annualizzata a tre mesi è più ampia, a circa -1 punto percentuale al mese. Troviamo che la crescita del PIL e la produzione industriale non sono in media riviste in modo significativo”.

E, intanto, migliora la fiducia dei consumatori americani ad agosto 2022. Secondo i dati preliminari dell’Università del Michigan, il sentiment dei consumatori è stimato in aumento a 55,1 punti rispetto ai 51,5 punti del mese di luglio e risulta anche migliore delle attese degli analisti che si attendevano un aumento più contenuto fino a 52,5 punti. Nello stesso periodo l’indice sulla situazione presente è diminuito a 55,5 punti dai 58,1 punti precedenti (le attese erano per 59 punti), mentre l’indice sulle attese è balzato a 54,9 punti dai 47,3 precedenti (il consensus era a 48,4 punti). “Il sentiment dei consumatori è leggermente aumentato questo mese a circa 5 punti dell’indice al di sopra del minimo storico raggiunto a giugno – ha commentato Joanne Hsu, Surveys of Consumers Director – Tutte le componenti dell’indice delle aspettative sono migliorate questo mese, in particolare tra i consumatori a reddito medio e basso per i quali l’inflazione è particolarmente saliente”.

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