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sabato 28 Maggio 2022

Ue, indagine su patto segreto Google-Meta nella pubblicità online

Bruxelles – La Commissione Europea ha aperto un’indagine antitrust per valutare se un accordo tra Google e Meta (la società che controlla Facebook, Instagram, WhatsApp) per i servizi di pubblicità display online possa aver violato le regole di concorrenza dell’UE. Anche la Competition Market Authority (CMA) del Regno Unito ha avviato la propria indagine sull’accordo tra Google e Meta, con le due authority che intendono collaborare strettamente a questa indagine. Se provate, le pratiche oggetto di indagine possono violare le norme dell’UE in materia di concorrenza sugli accordi anticoncorrenziali tra imprese e/o abuso di posizione dominante.

“Molti editori si affidano alla pubblicità display online per finanziare i contenuti online per i consumatori. Attraverso il cosiddetto accordo “Jedi Blue” tra Google e Meta, una tecnologia concorrente all’Open Bidding di Google potrebbe essere stata presa di mira con l’obiettivo di indebolirla ed escluderla dal mercato per la visualizzazione di annunci sui siti eeb e sulle app di editori”, ha commentato Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva della Commissione UE e responsabile della politica di concorrenza.

“Se confermato dalla nostra indagine, ciò limiterebbe e distorcerebbe la concorrenza nel mercato già concentrato della tecnologia pubblicitaria, a scapito delle tecnologie di pubblicazione degli annunci rivali, degli editori e, in definitiva, dei consumatori”, ha aggiunto. Google fornisce servizi di tecnologia pubblicitaria che fungono da intermediari tra inserzionisti ed editori mediante la vendita all’asta in tempo reale di spazi pubblicitari display online su siti Web o app mobile, anche attraverso il suo “programma Open Bidding”. Meta fornisce servizi di pubblicità display online e, attraverso la sua “Meta Audience Network”, partecipa alle aste per spazi pubblicitari di editori terzi utilizzando i servizi di tecnologia pubblicitaria di Google e concorrenti.

L’indagine della Commissione riguarda un accordo del settembre 2018, che Google ha chiamato in codice “Jedi Blue”, tra Google e Meta per la partecipazione dell’Audience Network di Meta al programma Open Bidding di Google. La Commissione teme che l’accordo possa rientrare negli sforzi per escludere i servizi di tecnologia pubblicitaria in concorrenza con il programma Open Bidding di Google, e quindi limitare o distorcere la concorrenza nei mercati della pubblicità display online, a scapito degli editori e, in definitiva, dei consumatori.

Le accuse della Commissione UE e della Competition Market Authority “sono false”, secondo un portavoce di Google. “Si tratta di un accordo documentato pubblicamente e a favore della competizione, che consente a Facebook Audience Network (Fan) di partecipare al nostro programma Open Bidding, insieme a decine di altre società”, sottolinea il portavoce, indicando che l’obiettivo è “aumentare la domanda di spazi pubblicitari degli editori, così da aiutare gli editori ad aumentare i ricavi”.

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