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sabato 26 Novembre 2022

Ue, due proposte sul tetto al prezzo del gas russo. E la Russia attacca il piano italiano

Bruxelles – La Commissione europea metterà sul tavolo due proposte relative al tetto al prezzo del gas russo e affrontare così la crisi energetica e tentare di frenare l’inflazione. Lo riferisce il Financial Times. L’agenzia per l’energia della Commissione raccomanda agli Stati membri di definire un “massimale di emergenza del prezzo all’ingrosso” della fonte primaria di energia. Una prima opzione si basa sul porre un limite a “ciò che può essere pagato” per il gas importato dalla Russia. Un secondo schema, introdurrebbe un sistema di “capping“, ovvero di limitazioni, che differirebbe da Paese e Paese dell’Ue a seconda del loro mix energetico. Le misure fanno parte di un piano più ampio per attutire l’aumento vertiginoso del costo del gas e dei prezzi dell’elettricità a causa dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Alla riunione straordinaria dei ministri dell’Energia, in programma il 9 settembre a Bruxelles, sarà inoltre discussa un proposta per incanalare i “profitti gonfiati artificialmente” e generati da alcuni produttori di elettricità sulle tasche dei consumatori. Nel frattempo la portavoce del ministero russo degli Esteri, Maria Zaharova, è intervenuta sul piano italiano per ridurre la dipendenza dal gas del Cremlino definendolo “imposto dagli Stati Uniti e dall’Unione europea”. “Il ministro dell’Ambiente italiano Roberto Cingolani ha presentato il suo piano per ridurre la dipendenza dell’economia italiana dagli idrocarburi russi. È chiaro che questo piano viene imposto a Roma da Bruxelles che, a sua volta, agisce su ordine di Washington, ma alla fine sarà il popolo italiano a soffrirne” ha scritto Zaharova su Telegram, lodando invece la figura di Emma Marcegaglia, “ex capo dell’associazione degli imprenditori italiani (Confindustria) e grande imprenditrice”.

Secondo Zaharova, Marcegaglia ha osservato che ora la situazione è tale per cui gli imprenditori statunitensi pagano l’elettricità sette volte meno di quelli italiani, “e questo nonostante il fatto che gli iniziatori delle sanzioni siano seduti dall’altra parte dell’oceano: le sanzioni, infatti, sono diventate uno strumento di concorrenza sleale per i produttori italiani”. Gli affari in Italia, ha aggiunto Zaharova, “vengono distrutti dai ‘fratelli’ d’oltremare” citando anche gli ostacoli posti alle visite turistiche dei russi in Europa. “Roma è spinta, a quanto pare, non solo ad atti insensati, ma al suicidio economico per realizzare la follia delle sanzioni euro-atlantiche. E quando il laborioso business italiano crollerà, gli Yankees lo compreranno a buon mercato. Come è sempre stato. E non dovreste contare sugli investitori cinesi: dopo gli insulti inflitti dall’Occidente, Pechino non pagherà i conti degli altri”.

A stretto giro è arrivata la replica del ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani: “La logica di un rappresentante di uno Stato totalitario che pensa che si possa imporre ad uno Stato qualcosa. Si figuri se l’Italia può seguire gli ordini di qualcuno. Stiamo lavorando affinché i sacrifici per gli italiani siano minimi”. Sul piano per i risparmi energetici diffuso ieri: “Si tratta di un piano abbastanza tranquillo, non draconiano. Piccole azioni che sono portate avanti da una collettività danno risparmi che molti nemmeno conoscono. Stiamo parlando di un’operazione innanzitutto di consapevolezza”, ha detto ancora Cingolani escludendo la possibilità di sanzioni. “Stiamo parlando di fare risparmi ragionevoli, dobbiamo spiegarli” ha continuato. Per questo si sta preparando una campagna. La parole che arrivano da Mosca hanno fatto infuriare anche la Commissione europea, il cui portavoce spiega che non si perde tempo a commentare “le dichiarazioni folli delle personalità russe”. Bruxelles sottolinea che “c’è un’eccellente cooperazione fra l’Ue e gli Stati membri sul tema energetico”, e “i Paesi lavorano insieme per rispondere alle sfide create dalle azioni russe”.

Ma cosa contempla, in definitiva, il Regolamento pubblicato ieri dal Mite? Tra le misure previste una riduzione di 1 grado per il riscaldamento degli edifici, da 17 con più o meno 2 gradi di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, da 19 con più o meno 2 gradi di tolleranza per tutti gli altri edifici. “I limiti di esercizio degli impianti termici, rispetto a quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 4 del DPR n.74/2013, sono ridotti di 15 giorni per quanto attiene il periodo di accensione (posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio) e di 1 ora per quanto attiene la durata giornaliera di accensione”. E’ quanto si legge nel Regolamento del Mite per il contenimento dei consumi di gas in cui si precisa tuttavia che sono fatte salve le utenze sensibili (es. ospedali, case di ricovero ecc.)

Le stime dell’impatto di tutte le misure di contenimento indicate dal Regolamento pubblicato dal Mite “portano ad un potenziale di circa 5,3 miliardi di metri cubi di gas, considerando la massimizzazione della produzione di energia elettrica da combustibili diversi dal gas (circa 2,1 miliardi di Smc di gas) e i risparmi connessi al contenimento del riscaldamento (circa 3,2 miliardi di Smc di gas)”. A cui si aggiungono le misure comportamentali da promuovere attraverso campagne di sensibilizzazione degli utenti ai fini di un comportamento più virtuoso nei consumi. L’insieme del contributo atteso – assieme a decisive misure comportamentali volontarie nell’uso efficiente dell’energia – “porta ad una riduzione dei consumi coerente con il 15% del Regolamento UE, pari quindi almeno a 8,2 miliardi di Smc di gas naturale”, secondo le stime del governo in carica.

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