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domenica 22 Maggio 2022

Ucraina, Guerini per dotare l’Italia di uno “strumento militare più efficiente”

Roma – Il conflitto in Ucraina “ispira una riflessione sull’opportunità di dotare il nostro Paese di uno strumento militare ancora più moderno, efficiente e addestrato”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, nel corso di un’audizione alla commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei deputati. Secondo Guerini, è necessario “contribuire alla politica di deterrenza della Nato, sempre all’interno di un’ottica di carattere europeo”. “Questo permetterà all’Italia di porsi in maniera più credibile e risoluta a tutela e difesa dei principi fondanti delle Nazioni unite e dell’Unione europea”, ha proseguito il ministro.

Guerini ha infatti ricordato in precedenza che “Italia e Francia forniscono un supporto congiunto all’Ucraina per la difesa del suo territorio e della sua popolazione dall’attacco perpetrato dalla Russia e condividono convintamente l’impegno nel trovare spazi di negoziazione per giungere ad un soluzione pacifica del conflitto che salvaguardi l’integrità territoriale e la libertà dell’Ucraina”. La Bussola strategica dell’Unione europea non è un punto di arrivo ma di rilancio e partenza per la costruzione dell’idea di difesa comune, ha detto ancora.

“Oggi siamo in un salto di qualità che è stato realizzato, perché l’idea della difesa europea non è quella di un’idea romantica ma qualcosa di molto più complesso, sfidante e ambiziosa, perché avere un’idea comune di difesa significa avere una idea comune della minaccia”, ha sottolineato Guerini. “Significa avere una costruzione della base tecnologica industriale condivisa dove ciascuno di noi è chiamato a costruire questa prospettiva ma nel contempo come membro del governo italiano ho dovere di tutelare il tessuto industriale e produttivo tecnologico italiano” oltre a “mantenere la sovranità industriale italiana e il vantaggio tecnologico italiano dentro uno sforzo comune che viene realizzato in ambito europeo”.

“Credo che sia uno degli obiettivi su cui dobbiamo lavorare e dentro questa costruzione”, ha evidenziato Guerini sottolineando come la relazione nel campo della Difesa tra Italia e Francia dentro la cornice della Bussola strategica rappresenta uno “snodo centrale per realizzare tale ambizione”. Nonostante la chiusura della task force Takuba, e il ritiro dei militari italiani dal Mali, l’impegno dell’Italia nel Sahel “rimane forte”. Il ministro ha ricordato che la missione Takuba “è una operazione chiusa, i nostri militari sono rientrati e impiegati in altri ambiti”. “Noi avremo a breve la delibera della missione e avremo modo di confrontarci in modo molto più dettagliato sul tema”, ha spiegato Guerini secondo cui “c’è un punto critico per quanto riguarda il Mali con scelte da parte della giunta militare nella relazioni con la Russia attraverso lo strumento di ingresso nel Paese, la compagnia Wagner”.

Inoltre, “questo è stato un elemento di criticità di tensione con l’Europa e quindi ha portato ad una uscita delle iniziative dal Mali”, ha ricordato Guerini. “Noi stiamo investendo molto nel Sahel con un impegno nel Niger dove abbiamo una missione bilaterale molto importante”, ha aggiunto. Secondo Guerini, il “focus italiano rimane molto impegnato nell’importanza strategica della regione sotto il profilo del contrasto al terrorismo, della sicurezza e del contrasto al traffico di esseri umani e della tutela della presenza in un quadrante dove attori terzi hanno implementato la loro azione e presenza nel corso degli ultimi anni”. “Un quadro in cui l’Unione europea non può essere assente”, ha concluso.

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