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sabato 28 Maggio 2022

Twitter al contrattacco di Musk, il piano per resistere all’Opa

Milano – Twitter fa la sua mossa per difendersi dalle operazioni ostili di Elon Musk e adotta la cosiddetta ‘poison pill’, con l’obiettivo di rallentare o bloccare l’offerta da 43 miliardi lanciata dal fondatore di Tesla. Il piano deve “ridurre la possibilità che qualsiasi entità, persona o gruppo prenda il controllo di Twitter accumulando azioni sul mercato senza pagare a tutti gli azionisti un premio adeguato o dando al consiglio di amministrazione tempo sufficiente per prendere decisioni informate”, ha spiegato il gruppo in una nota.

Come nota l’agenzia Agi tale clausola, soprannominata in gergo finanziario “pillola velenosa”, si attiverà se l’azionista ostile eccede il 15% delle azioni della società senza l’accordo del consiglio di amministrazione. Elon Musk possiede poco più del 9% del capitale di Twitter in questa fase. Se riacquista abbastanza azioni per raggiungere il 15%, tutti gli altri possessori di azioni sulla piattaforma potranno riacquistarle a prezzo ridotto, il che aumenterebbe notevolmente il prezzo che l’imprenditore dovrebbe pagare per mettere le mani sul social.

L’annuncio di Twitter mostra che la società con sede a San Francisco intende combattere il tentativo dell’uomo più ricco del mondo di rilevarla e farne una società non quotata. L’eccentrico e stravagante miliardario ha annunciato una proposta per acquisire il social network a 54,20 dollari per azione, un prezzo che lo valuterebbe in 43,4 miliardi di dollari. Il suo obiettivo dichiarato, se la manovra andasse in porto, è di ritirare Twitter dalla borsa. Il valore dell’azienda, nel giorno dell’offerta, era stimato a 31 miliardi di dollari. Musk intervistato al Ted202 ha assicurato di avere “fondi sufficienti” e ha affermato di avere un piano B se il Consiglio avesse rifiutato la sua offerta, e anche che non stava cercando di “fare soldi.

Nel frattempo, il fondo di private equity Thoma Bravo ha contattato il management di Twitter per esprimere il suo interesse a mettere insieme un’offerta di acquisizione che potrebbe contrastare l’opa ostile di Elon Musk. Lo riporta Reuters citando alcune fonti, secondo le quali Thoma Bravo, che aveva piu’ di 103 miliardi di dollari in attività in gestione alla fine di dicembre, avrebbe informato il social network che sta valutando la possibilità di presentare un’offerta. Tuttavia non è ancora chiaro quanto il fondo sarebbe pronto a offrire e non c’è alcuna certezza che tale offerta rivale si materializzerà.

Molto attivo su Twitter, dove ha quasi 82 milioni di follower, ma anche molto critico nei confronti della politica di moderazione dei contenuti della piattaforma, Elon Musk ha affermato di volerne fare “la piattaforma per la libertà di parola nel mondo”, con meno limiti su ciò che gli utenti possono twittare. Dopo aver riacquistato 73,5 milioni di azioni ordinarie della societò all’inizio della scorsa settimana, al fondatore di Tesla era stato offerto un posto nel consiglio d’amministrazione che lui ha rifiutato, dopo una serie di suggerimenti per cambiare la piattaforma come l’aggiunta di un pulsante “modifica” o la rimozione degli annunci pubblicitari, la principale fonte di guadagno di Twitter.

Noto per le sue provocazioni, gaffe e battute, Musk qualche giorno fa ha inviato un tweet criptico chiedendo se Twitter stia “morendo”. “Penso che sarà piuttosto doloroso e non sono sicuro di poterlo acquistare”, ha ammesso l’eccentrico imprenditore, prima di spiegare che sperava di radunare quanti più azionisti possibile nel suo progetto. Uno di loro ha già reagito: il principe e investitore saudita Al-Walid bin Talal ha dichiarato su Twitter di aver “rifiutato” un’offerta troppo bassa rispetto al “valore intrinseco di Twitter”.

Ma l’influenza e la pressione esercitate da Musk non lasciano ai dirigenti di Twitter molte opzioni, hanno osservato gli analisti di Wedbush Securities. “Riteniamo che questa contorta telenovela finirà con l’acquisizione di Twitter da parte di Musk dopo questa acquisizione ostile”, hanno previsto in una nota giovedì. Il cda non vuole Musk perché non è d’accordo su quasi tutte le sue idee e il suo stile non si adatta alla loro cultura aziendale”, ha detto Dan Ives in un’analisi pubblicata ieri sul Daily Mail. Ma il board non avrà molte opzioni, ha detto, perché “Musk è impegnato a gestire Twitter quanto SpaceX o Tesla”.

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