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sabato 28 Gennaio 2023

TIM, ricavi servizi 9 mesi salgono a 10,8 miliardi: prosegue azione su costi

Milano – TIM ha chiuso il terzo trimestre del 2022 con ricavi totali in crescita dell’1,1% anno su anno a 4 miliardi di euro (-1,4% YoY nel secondo trimestre e -4,5% YoY nel primo) e ricavi da servizi in aumento per il secondo trimestre consecutivo (+3,0% YoY a 3,7 miliardi di euro, +1,0% YoY nel secondo trimestre e -2,5% YoY nel primo trimestre) grazie al contributo positivo sia del Business Domestico sia del Brasile. L’EBITDA rallenta la crescita negativa (-6,5% YoY a 1,6 miliardi di euro, -8,5% YoY nel secondo trimestre e -13,3% YoY nel primo trimestre. In particolare, l’EBITDA della Business Unit Domestic è stato pari a 1,1 miliardi di euro (-16,2% YoY, anche a causa della crescita dei costi operativi dovuta principalmente a un aumento dei costi del personale) e quello di TIM Brasil è risultato pari a 0,5 miliardi di euro.

L’EBITDA After Lease si è attestato a 1,3 miliardi di euro (-11,2% YoY): 1 miliardo di euro a livello di Business Unit Domestic (-18,0% YoY) e 0,3 miliardi di euro per TIM Brasil (+14,3% YoY). L’indebitamento finanziario netto after lease al 30 settembre 2022 si attesta a 20,1 miliardi di euro, in aumento di 2,5 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2021. L’indebitamento finanziario netto è pari a 25,5 miliardi di euro, in aumento di 3,3 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2021.

I ricavi totali del gruppo TIM dei primi nove mesi del 2022 ammontano a 11.529 milioni di euro, +1,7% rispetto ai primi nove mesi del 2021 (11.340 milioni di euro). I ricavi da servizi a livello di gruppo sono in crescita dello 0,5% a 10,8 miliardi di euro. L’EBITDA è pari a 3.945 milioni di euro (4.349 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, -9,3% in termini reported, -9,4% in termini organici). L’EBITDA organico al netto della componente non ricorrente si attesta a 4.539 milioni di euro con un’incidenza sui ricavi del 39,4% (5.008 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, con un’incidenza sui ricavi del 42,8%). Il risultato netto attribuibile ai Soci della Controllante registra una perdita di -2.728 milioni di euro (-10 milioni di euro nei primi nove del 2021); escludendo l’impatto delle partite non ricorrenti il risultato netto dei primi nove mesi del 2022 è pari a -361 milioni di euro (nei primi nove del 2021 era positivo per 310 milioni di euro).

TIM Consumer ha registrato ricavi totali e ricavi da servizi in calo rispettivamente del 9,6% YoY e del 7,4% YoY nei nove mesi, con un miglioramento nel terzo trimestre. Positivo l’andamento dei trend operativi nel trimestre, con un tasso di disattivazione dei clienti (churn) in netto calo sul fisso e sul mobile, dove ha registrato il livello più basso di sempre. TIM Enterprise nei nove mesi ha confermato una crescita superiore a quella del mercato con un incremento dei ricavi totali e dei ricavi da servizi rispettivamente del 5,9% YoY e dell’8,8% YoY. NetCo ha riportato ricavi totali e ricavi da servizi in calo rispettivamente del 4,8% YoY e del 3,8% YoY nei nove mesi, con un miglioramento nel terzo trimestre. Al 30 settembre, NetCo gestiva 16 milioni di accessi fissi (di cui oltre 71% in tecnologie FTTx) con una quota di mercato dell’82% e una copertura in FTTx superiore al 94% delle linee attive (oltre 57% con velocità superiore a 100 Mbps.

TIM Brasil ha registrato nei nove mesi ricavi totali e ricavi da servizi in crescita rispettivamente del 18,5% YoY e del 18,4% YoY e un EBITDA in aumento del 16,2% YoY. TIM sottolinea che i risultati nel terzo trimestre, durante il quale è proseguita l’azione di stabilizzazione e di rilancio del business domestico e l’accelerazione dello sviluppo di TIM Brasil, “sono pienamente in linea con i target per l’esercizio 2022 che erano stati in parte rivisti al rialzo lo scorso agosto” (EBITDA organico di Gruppo high single digit decrease da low teens decrease, EBITDA After Lease di Gruppo low teens decrease da mid to high teens decrease). Al 30 settembre, la riduzione dei costi operativi rispetto al trend inerziale è stata pari a circa 270 milioni di euro, il 90% circa del target fissato per il 2022.

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