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venerdì 7 Ottobre 2022

Tassi: dopo la Bce, altri 75 punti base per la Fed

Milano – Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha ribadito la necessità per la Banca centrale americana di proseguire con decisi rialzi dei tassi d’interesse per frenare l’inflazione. “Non possiamo allentare prematuramente la politica monetaria. Noi dobbiamo agire fermamente come abbiamo fatto e dobbiamo perseverare finché il lavoro sarà terminato” per evitare l’escalation dei prezzi, come successe negli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80” – ha detto il banchiere -. “Pensiamo di poter evitare il genere di costi sociali molto elevati” che la Fed, all’epoca, “aveva dovuto imporre per frenare l’inflazione e instaurare un lungo periodo di stabilità dei prezzi”. Parole decise quelle di Powell giunte proprio mentre da Francoforte il presidente della BCE, Christine Lagarde spiegava il rialzo dei tassi in Europa dello 0,75%, deciso nel meeting all’Eurotower.

Una decisione ampiamente scontata dal mercato così come quella che annuncerà la Federal Reserve durante la prossima riunione del 20-21 settembre, di alzare di 75 punti base, il costo del denaro, per la terza volta consecutiva. I tassi di interesse sono in aumento anche in Australia, per frenare l’inflazione che galoppa ed ha raggiunto massimi ultra trentennali. Pure la Reserve Bank of Australia li ha alzati di 50 punti base, portandoli al 2,35%. Si tratta della quinta mossa rialzista dal mese di maggio, quando la banca centrale ha avviato un processo di aggiustamento dei tassi di interesse, al seguito della Fed, in risposta ad un’inflazione che è lievitata al 6,1%, ai livelli più alti dai primi anni ’90 e molto oltre il target de 2-3% stabilito come target dalla RBA.

Dal Beige Book mensile della Federal Reserve, riferito al periodo terminato il 29 agosto, emerge che l’attività economica negli Stati Uniti è rimasta sostanzialmente stabile, crescendo ad un passo fra il “modesto” ed il “lieve” nei dodici distretti della Fed, mentre i consumi si confermano pressoché invariati. L’outlook sulla crescita economica resta debole e si preannunciano tempi difficili, con un’inflazione che resterà elevata nei mesi a venire, seppur in miglioramento. La domanda è attesa in rallentamento nei prossimi 6-12 mesi. L’attività manifatturiera è cresciuta in diversi distretti, così come le attività legate al leisure e all’hospitality, che hanno beneficiato della ripresa dei flussi turistici, mentre continuano a soffrire l’auto e l’immobiliare, che ha registrato un indebolimento notevole, sulla prospettiva di continui rialzi die tassi. Il mercato del lavoro è cresciuto a un passo tra il “modesto” e il “moderato”, ma si sono registrati alcuni miglioramenti nella ricerca della manodopera. Confermati in crescita i salari.

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