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sabato 26 Novembre 2022

Scorte, prezzi e Borse col fiato sospeso: il punto su gas e mercati, aspettando la Fed

Milano – A causa dell’impennata dei prezzi, la francese Iberdrola è costretta a risovere i contratti di fornitura elettrica con migliaia di clienti. Il governo greco annuncia che a settembre raddoppierà i sussidi per le bollette elettriche di settembre. Il Regno Unito ha appena approvato il finanziamento alla centrale nucleare Sizewell C, nonostante i dissidi nell’esecutivo. TotalEnergies guarda alle fonti rinnovabili e avvia la produzione dal parco eolico offshore Seagreen in Scozia: ieri è stata accesa la prima di 114 turbine che arriveranno a pieno regime entro la prima metà del 2023. Mezzo mondo corre ai ripari contro lo tzunami energetico, di cui ha apprezzato finora solo una prima ondata. E in Italia? Grazie soprattutto all’Algeria, manca poco all’obbiettivo di raggiungere entro il mese di agosto l’80% della capacità nei depositi di stoccaggio nel Belpaese. Secondo i dati forniti dalla piattaforma europea Gie-Ags, allo scorso 21 agosto i depositi italiani risultano pieni al 79,72% con 154,2 TWh iniettati. L’Ue si trova al 77,42% con 860,96 TWh immagazzinati, con la Germania in testa a 195,58 TWh, con un indice di riempimento all’80,14%. In terza posizione c’è la Francia con 117,8 TWh e un indice di riempimento dell’89,51% dei depositi di metano.

Sull’ipotesi del tetto nazionale al prezzo del gas “credo che ci siano questioni molto più gravi di quella di essere coerenti con le decisioni europee: proviamo, è una delle soluzioni” secondo il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli. Il tetto al prezzo del gas “è un proclama politico che va fatto, è in linea con quanto fatto dal governo Draghi per quasi un anno. La prima idea è stata accennata a ottobre dello scorso anno”, ha aggiunto Tabarelli, sottolineando che il problema se sia a livello nazionale o europeo è difficile da stabilire. “Del resto, qualsiasi cosa che pensiamo di fare è difficile per definizione. Tuttavia, se non facciamo niente è ancora peggio, non è giusto che lasciamo intentata qualche iniziativa. Ho appena finito delle chiamate, stiamo andando verso la chiusura delle fabbriche, che vuol dire cassa integrazione, disoccupazione, problemi sociali”.

Ieri si è registrata una inversione di rotta del prezzo del gas, a dimostrazione del clima di incertezza e volatilità che domina il mercato. Di converso, è tornato a salire il prezzo del greggio, dopo il calo di circa il 20% registrato negli ultimi due mesi a causa delle preoccupazioni per la crescita globale e il calo della domanda. A spingere le quotazioni è l’idea della Arabia Saudita di tagli alla produzione da parte dell’OPEC+ per sostenere i prezzi, in quanto i futures e i fondamentali dell’offerta sarebbero disconnessi in questo momento sul mercato. La volatilità “estrema” e la mancanza di liquidità significano che i futures sono sempre più disconnessi dai fondamentali, ha detto il ministro del petrolio saudita, Abdulaziz bin Salman. L’OPEC+ ha annullato tutti i tagli alla produzione effettuati durante la pandemia, ma il principe ha suggerito che il cartello potrebbe aver bisogno di inasprire nuovamente la produzione quando si riunirà il mese prossimo per discutere gli obiettivi di approvvigionamento.

Prima delle sue parole, il greggio aveva esteso le sue perdite per il potenziale raggiungimento di un accordo sul nucleare con l’Iran. Ciò potrebbe portare a un balzo delle esportazioni di greggio dal produttore OPEC, che sarebbero un peso al ribasso sul prezzo del petrolio. Sullo sfondo resta la prudenza, con gli addetti ai lavori che aspettano indicazioni sui prossimi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve in occasione del meeting di Jackson Hole in cui venerdì 26 parlerà Powell. Il presidente Fed potrebbe offrire un po’ di chiarezza sulla velocità dei prossimi rialzi dei tassi e sulle sue aspettative su quanto alti dovranno salire i tassi prima che l’inflazione sia riportata sotto controllo. Fino ad allora, l’incertezza sui mercati rischia di prevalere per l’intera settimana: crescono, infatti, le aspettative che Jerome Powell utilizzi il suo discorso programmatico per trasmettere il messaggio che la FED continuerà con aggressivi aumenti dei tassi.

Sul fronte macroeconomico, gli investitori si trovano a valutare il Purchasing Managers Index (PMI) di agosto per Manifattura e Servizi; l’indice è basato sulla valutazione dei responsabili degli uffici acquisti e di conseguenza è rappresentativo della capacità produttiva e dell’occupazione del settore. Ieri sono stati pubblicati anche l’indice FED Richmond, che rappresenta lo stato del business nel quinto distretto manifatturiero della nazione, e i dati delle vendite di immobili dei costruttori ai primi proprietari. Sono arrivate, infine, diverse indicazioni sull’andamento dell’economia dalle trimestrali di alcuni colossi. Macy’s ha rivisto al ribasso la guidance a causa di un deterioramento della spesa discrezionale ei consumatori. Zoom Video Communications ha tagliato le sue previsioni di profitti e ricavi annuali. Palo Alto Networks ha pubblicato risultati trimestrali ottimisti e ha annunciato un piano di frazionamento azionario. JD.com ha battuto le attese, con i lockdown in Cina che hanno potenziato gli acquisti online.

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