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lunedì 8 Agosto 2022

Sace, Push Strategy: 1,6 mld di contratti per 2mila imprese in 5 anni

Milano – 5 anni di operatività, 21 operazioni, circa 40 eventi di business matching tra 2.000 imprese e 19 controparti estere, 1,6 miliardi di euro di nuovi contratti generati grazie a un’intensa attività di promozione delle eccellenze italiane presso i buyer esteri identificati da SACE. Questi i principali e importanti numeri della Push Strategy di SACE, l’iniziativa lanciata nel 2017 per facilitare il posizionamento delle piccole e medie imprese esportatrici italiane nelle catene di fornitura di grandi corporate estere. Il programma fa leva sull’esperienza maturata da SACE in quarantacinque anni di attività sui mercati internazionali, rafforzata dalla presenza stabile di SACE nei Paesi più strategici e ad alto potenziale per l’export del Made in Italy. La Rete internazionale di SACE, composta da 25 persone dislocate in 12 Uffici nei 5 continenti, è infatti un elemento chiave per il successo della Push Strategy che sfrutta i rapporti consolidati e strategici tessuti negli anni con istituzioni e controparti locali per fare da apripista all’export italiano nei mercati ad alto potenziale per il Made in Italy.

In occasione dell’evento annuale della Rete internazionale di SACE, si è fatto il punto su questo programma innovativo per il quale sono allo studio nuove operazioni, che coinvolgeranno diverse filiere del Made in Italy. La Push Strategy, si rivolge in primis alle controparti locali – selezionati e primari buyer esteri – e prevede l’accesso a finanziamenti a medio-lungo termine garantiti da SACE, allo scopo di finanziare i loro piani di investimenti e di crescita. Parte integrante e fondamentale dell’accordo con il buyer estero è l’impegno a valutare forniture Made in Italy per l’attuazione dei loro piani di investimenti. Un impegno facilitato da una serie di incontri di business matching, organizzati da SACE in collaborazione con le Associazioni di impresa e gli organismi del Sistema Paese presenti nelle geografie di riferimento, tra le PMI italiane interessate ad accreditarsi come fornitori ed i procurement team delle controparti estere beneficiarie delle linee di finanziamento.

Dal 2017 ad oggi, sono molte le operazioni rientrate in questo programma e SACE si pone l’obiettivo di incrementare ancora questo numero, supportando la penetrazione dell’export italiano in mercati nuovi o in cui presenta ancora ampio margine di crescita. Complessivamente sono stati organizzati da SACE, in Italia e all’estero, a supporto del posizionamento delle aziende italiane con i buyer esteri beneficiari dei finanziamenti, 39 incontri di business matching e hanno visto coinvolte circa 2000 imprese italiane partecipanti, la maggior parte delle quali PMI che hanno generato un export aggiuntivo pari a 1,6 miliardi di euro. Tante le filiere del Made in Italy che hanno beneficiato di questa operatività che coinvolge settori molto diversificati e che ha permesso all’export italiano di raggiungere destinazioni non tradizionali e ad alto potenziale, come ad esempio Vietnam, Kuwait ma anche Brasile, India e Cina. Geografie e settori rispecchiano inoltre le indicazioni provenienti dalla Cabina di Regia per l’export e l’internazionalizzazione.

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