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lunedì 30 Gennaio 2023

Russia, il 76% delle società straniere è rimasto: buone prospettive economiche, nonostante il buco nel bilancio causato dal petrolio

Mosca – Circa il 76 per cento delle società straniere è rimasto in Russia. E’ quanto affermato dal presidente della Duma di Stato (camera bassa del Parlamento russo), Vjacheslav Volodin, in un messaggio su Telegram. Secondo Volodin, le aziende rimaste “credono in buone prospettive per lo sviluppo dell’economia del nostro Paese e sono soddisfatte dal clima economico”. Il presidente della Duma ha aggiunto che le imprese nazionali stanno colmando lo spazio lasciato libero e aumentando i volumi di produzione.

Per esempio, ha osservato Volodin, “la produzione di abbigliamento in Russia ha mostrato una grande crescita, del 42 per cento”, mentre quella dei farmaci del 15 per cento. “È importante che le imprese siano riorientate a livello nazionale, che gli utili realizzati rimangano nel Paese e che vengano utilizzati per il suo sviluppo. C’è ancora molto da fare. Questa è la priorità della Duma di Stato”, ha concluso.

Piu’ dolente, però, il capitolo petrolio. Se il prezzo del greggio russo rimarrà al livello di dicembre scorso, quando è calato a 50,47 dollari per barile, le perdite per il bilancio russo saranno di circa due mila miliardi di rubli (26 miliardi di euro). E’ quanto risulta da una nota dello stesso ministero delle Finanze di Mosca, secondo cui il prezzo del petrolio ha registrato un minimo dal dicembre del 2020. Inoltre, secondo le stime del dicastero, il prezzo medio del petrolio russo Urals alla fine del 2022 è stato di 76,09 dollari al barile, un livello leggermente inferiore del previsto.

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