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domenica 22 Maggio 2022

Prezzi del gas alti fino al 2025, pronto il razionamento Ue

Bruxelles – Nel caso di un’interruzione improvvisa totale o parziale delle forniture di gas russo, i Paesi europei dovrebbero procedere con un “razionamento coordinato” sulla base del principio di solidarietà. Lo indica la Commissione europea nella bozza del piano RePowerEu che sarà presentato mercoledì 18 maggio. Per principio di solidarietà, spiega l’esecutivo comunitario, si intende “una riduzione della domanda di gas negli Stati membri meno colpiti a vantaggio di quelli più colpiti”.

Sulla data della videoconferenza che Ursula von der Leyen dovrà tenere con i Paesi orientali dell’Ue sull’embargo al petrolio “non facciamo speculazioni. Consideriamo legittime le preoccupazioni di Paesi come Ungheria o Slovacchia e le discussioni per trovare una soluzione sono a tutti i livelli”. Così la portavoce della Commissione Ue Dana Spinant nel corso del briefing quotidiano, sottolineando come l’esecutivo europeo, in merito all’import di petrolio, ha analizzato eventuali soluzioni sanzionatorie alternative (ad esempio l’imposizione di dazi) ma alla fine ha optato per un embargo. “La nostra proposta è questa – ha aggiunto -. La situazione necessita di soluzioni pratiche, è una situazione complessa. Ci sono criticità tecniche che riguardano il trasporto, la raffinazione e la qualità del petrolio fornito”.

Nella stessa bozza del piano energetico, la Commissione stima che – in base di previsioni di mercato – i prezzi dell’energia rimarranno elevati per il resto del 2022 e, anche se in misura minore, fino al 2024-2025. I prezzi del gas, storicamente inferiori a 30 euro per Megawattora (MWh), dovrebbero attestarsi alla soglia attuale dei 100 euro – dopo i picchi a oltre 200 euro dei mesi scorsi – fino alla fine del prossimo inverno, per poi scendere a circa 75 euro nell’estate del 2023 e intorno ai 50 euro nell’estate del 2025.

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