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sabato 26 Novembre 2022

Pratiche commerciali scorrette: Enel-Antitrust alle vie legali?

Milano – Enel Energia ha replicato immediatamente al procedimento dell’Antitrust per pratiche commerciali scorrette, ricordando che “era stato avviato nei confronti di proprie Agenzie partner e poi esteso alla società”, la quale “si vede quindi sanzionata per fatti posti in essere da soggetti terzi nell’ambito della propria autonomia imprenditoriale e senza alcuna prova di una corresponsabilità diretta”. Enel lamenta che “non sono state purtroppo valorizzate le azioni adottate dalla società, quali le innumerevoli denunce presentate all’Autorità Giudiziaria e le rilevanti sanzioni contrattuali applicate, per contrastare il fenomeno delle pratiche scorrette poste in essere da operatori che agiscono o spacciandosi per Enel o – in un numero limitato di casi – contravvenendo alle rigide regole di condotta imposte dalla Società”.

La società evidenzia, da una parte, di non trarre alcun vantaggio da tali comportamenti scorretti, ma solo rilevanti pregiudizi economici e reputazionali e, dall’altra parte, che non dispone di poteri ispettivi e di controllo verso soggetti terzi, di cui può invece avvalersi l’Autorità. “E’ grazie all’esercizio di tali poteri autoritativi, quali ispezioni e sequestri eseguiti presso le Agenzie coinvolte con l’ausilio della Guardia di Finanza, che l’Autorità è potuta risalire alle condotte scorrette e alle relative responsabilità”, si sottolinea. L’azienda, infine, si dice convinta che “solo perseguendo i soggetti direttamente responsabili delle condotte scorrette, attraverso l’esercizio dei più efficaci poteri autoritativi, si potrà sradicare il fenomeno delle pratiche scorrette nelle attività di vendita” e “si riserva ogni azione a propria tutela, confidando di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati e la piena legittimità e correttezza del proprio operato dinanzi al TAR”.

L’Antitrust ha imposto venerdì una sanzione complessiva di 5 milioni di euro a Enel Energia (per 3,5 milioni di euro) ed alle partner commerciali: Conseed e Seed (in solido per 1 milione di euro), Zetagroup (per 280mila euro), New Working, Run e Sofir (per 100mila euro). La motivazione è l’uso di pratiche ingannevoli nella vendita di servizi energetici. Il procedimento è stato avviato dall’Authority a seguito delle numerose segnalazioni di consumatori e di associazioni di consumatori, che hanno evidenziato l’ingannevolezza di un messaggio preregistrato diffuso da una sedicente segreteria telefonica di Enel e da operatori di call center, riguardante la data di cessazione del mercato tutelato. Tale termine, attualmente previsto al 10 gennaio 2024, era indicato dagli operatori come imminente o, comunque, di gran lunga anticipato rispetto alla data di cessazione effettiva. In alcuni casi il passaggio dal mercato tutelato a quello libero dell’energia è stato prospettato come obbligatorio.

L’informazione ingannevole aveva lo scopo di indurre i consumatori a sottoscrivere un contratto sul mercato libero dell’energia con Enel. Secondo l’Autorità, inoltre, la condotta è risultata aggressiva a causa delle insistenti e ripetute telefonate che diffondevano il messaggio preregistrato. L’istruttoria ha evidenziato che le agenzie partner hanno consapevolmente svolto la propria attività di vendita avvalendosi di sub agenzie e di singoli agenti – non autorizzati da Enel – che disponevano indebitamente di liste di clienti appartenenti al mercato tutelato e che utilizzavano una segreteria telefonica automatizzata per promuovere le offerte commerciali di Enel. Per quanto riguarda Enel, l’Autorità ha accertato la sua responsabilità nella mancata implementazione di un efficace sistema di controllo sulle modalità con cui le agenzie partner, le subagenzie e gli agenti ad esse collegati contattavano la clientela e acquisivano nuovi contratti sul mercato libero dell’energia, mediante comportamenti ingannevoli e aggressivi.

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