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sabato 28 Gennaio 2023

Pmi italiane indietro su finanziamenti da capitale di rischio

Milano – In Italia, le emissioni sui mercati dei capitali sono diminuite nel primo semestre 2022: solo il 7,8% delle società utilizzano finanziamenti basati sul mercato, in calo rispetto all’11,5% del 2021. Nello stesso tempo, l’erogazione di nuovi prestiti bancari è cresciuta dell’8% rispetto al 2021, ma è in calo del 17% rispetto al 2019 (pre-pandemia). Sono i dati che emergono dal rapporto “Unione dei mercati dei capitali – Indicatori chiave dell’andamento”, realizzato dall’Associazione per i mercati finanziari in Europa (AFME) in collaborazione con altre undici organizzazioni europee e internazionali.

L’Italia rimane indietro rispetto agli altri paesi dell’UE nel finanziamento delle PMI. Avendo un’economia basata in gran parte sul settore bancario, l’Italia si distingue come uno dei paesi dell’Unione europea con il maggiore potenziale per incrementare i finanziamenti da capitale di rischio. Solo l’1,6% del finanziamento totale delle PMI nel primo semestre del 2002 proviene da capitale di rischio, contro il 6,8% in media delle altre PMI dell’UE. Il report evidenzia anche che in Italia, nel 2022, si è registrata una diminuzione della quota dei prestiti trasferiti in strumenti dei mercati dei capitali a causa di un significativo calo delle emissioni totali di cartolarizzazioni, in diminuzione del 57% rispetto al 2021 e del 75% rispetto al 2019.

Tra i dati che risaltano dal confronto con gli altri paesi, il report afferma che l’Italia ha registrato il volume più elevato di cessioni di portafogli prestiti di qualsiasi paese dell’UE con 17,8 miliardi di euro oggetto di transazioni nel paese nel 2022, in aumento dell’8% rispetto al 2021 ma in calo del 6% rispetto al 2019. “La cessione di portafogli prestiti resta un canale importante tramite il quale le banche italiane cedono crediti in sofferenza e deteriorati – si legge – il coefficiente di NPL in Italia è sceso dal 6,8% nel 2020 al 3,8% nel 2022”. In Italia, le emissioni di obbligazioni ESG sono diminuite dell’86% durante la prima metà del 2022. Di conseguenza, nel 2022 l’Italia ha rappresentato lo 0,9% delle emissioni obbligazionarie ESG totali dell’UE, in calo dal 5,7% del 2021.

L’Italia nell’ultimo anno ha migliorato notevolmente il proprio ecosistema FinTech a seguito dell’introduzione di sandbox normative per il settore bancario, assicurativo e dei titoli da parte rispettivamente di Banca d’Italia, IVASS e CONSOB. Di conseguenza l’Italia ha evidenziato il miglioramento più marcato di tutti i paesi dell’UE, quasi raddoppiando il valore dell’indicatore FinTech del report nel 2022 rispetto al 2021. L’Italia si conferma il paese con il maggior numero di veicoli ELTIF commercializzati nel paese con 38 e anche il paese che ha mostrato il maggior aumento del numero di fondi commercializzati da 26 nel 2021. Segue la Francia con 28 fondi commercializzati nel 2022 (20 nel 2021) e la Spagna con 26 fondi (18 nel 2021).

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