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sabato 28 Maggio 2022

Pmi, Credimi: i finanziamenti tornano a guardare al futuro

Milano – Nell’anno passato le Pmi italiane hanno ripreso a guardare al futuro e i finanziamenti per il 2021 hanno riguardato investimenti per la crescita e non, come nel 2020, per affrontare l’emergenza Covid. A dirlo è il quarto Osservatorio Piccole Imprese Italiane di Credimi realizzato da Nextplora su un campione di 1.000 aziende con fatturato fino a 20 milioni di euro.

Paragonando i due anni, si nota come nel 2020 solo il 7% delle imprese richiedeva cifre sopra ai 100.000 euro, mentre nel 2021 il 39% delle imprese ha dichiarato che la prossima richiesta supererà quella soglia. Cambia anche, come detto, la motivazione del finanziamento. Nel 2020 il 42% delle imprese ha utilizzato i prestiti per coprire esigenze di liquidità e il 34% per pagare i fornitori. Invece nel 2021 alla domanda sulla destinazione del prossimo finanziamento guarda principalmente al rinnovo del magazzino (29%) l’implementazione dell’e-commerce (27%), nuove assunzioni (24%) e l’acquisto di macchinari e software (23%).

I settori che hanno fatto maggior ricorso ai finanziamenti sono stati quello dell’industria, con il 13% delle imprese che ha richiesto un prestito (nel 2020 era il 31%), seguito dal commercio (9% contro il 35% dell’anno prima), servizi (8% vs 28%) ed edilizia (4% vs 30%). Guardando alle imprese femminili, nel 2021 solo il 10% ha avuto bisogno di un prestito, contro il 26% di quelle non femminili, con il credito usato per creare o migliorare l’e-commerce (31% contro 22% delle imprese non femminili) e per assumere nuove risorse (26% vs 16%).

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