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lunedì 8 Agosto 2022

Open banking, infrastrutture e sicurezza: gli ostacoli da abbattere

Milano – Tre su quattro dirigenti finanziari di istituzioni finanziarie europee (74%) ritengono che l’aumento della sicurezza dei pagamenti e l’attenuazione delle frodi rappresentino i vantaggi chiave dell’open banking. Anche la possibilità di effettuare trasferimenti istantanei (70%) e la potenziale riduzione dei costi per gli esercenti (67%) sono considerati dei benefici essenziali. È quanto emerge dall’indagine 2022 di Tink, la piattaforma di open banking leader in Europa che è stata acquisita da Visa, che ha interrogato 380 dirigenti del settore in 12 differenti mercati europei. I casi d’uso che i dirigenti ritengono più adatti ai servizi di payment initiation mirano a risolvere processi anti-intuitivi, frustranti e che richiedono tempo per l’utente.

Nello specifico: Trasferimenti peer-to-peer (P2P), Pagamenti di fatture e bollette, Trasferimenti di fondi per investimenti e risparmi e Pagamenti e-commerce. Quasi un terzo (30%) degli intervistati considera l’adozione limitata di sistemi di pagamento istantaneo una sfida chiave per l’adozione dei servizi di payment initiation (PIS). “Con i pagamenti istantanei, i commercianti possono ricevere e confermare i fondi in tempo reale – si legge nel rapporto – Completare il pagamento entro pochi secondi dall’acquisto elimina il rischio di pagamenti annullati o fondi insufficienti al momento del trasferimento”. Sebbene molti clienti utilizzino già molte soluzioni di open banking, il sondaggio mostra che la scarsa consapevolezza degli utenti è considerata un problema (28%).

Con l’aumento dell’utilizzo delle carte, è aumentata anche l’adozione di metodi di pagamento alternativi come PayPal, Klarna e iDeal. “Mentre molti istituti di pagamento stanno iniziando a esplorare o utilizzare i servizi di avvio del pagamento per il trasferimento di fondi – sia per facilitare i pagamenti direttamente ai commercianti, sia per saldare fatture aperte – il cliente raramente è a conoscenza della tecnologia sottostante”. Il terzo ostacolo all’adozione del PIS evidenziato dagli intervistati è un’esperienza utente non ottimale. “Le sfide relative alle API PSD2 per PIS sono note da molto tempo – è la riflessione su questo aspetto – Mentre alcuni fornitori di terze parti sono riusciti a innovare in merito alle scarse esperienze utente offerte dalle API PSD2, gli operatori più piccoli non hanno avuto la capacità di farlo”.

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