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giovedì, Gennaio 27, 2022

Omicron, UBP: “Quale sarà l’impatto sul ciclo economico?”

L’aumento dei casi di Delta in Europa e l’emergere della variante Omicron costituiscono rischi di coda importanti che hanno riacceso i timori di stagflazione e di fine del ciclo.

Ne parla Norman Villamin, Chief Investments Officer (Wealth Management) di Union Bancaire Privée.

I governi hanno implementato restrizioni più severe e messo in atto uno sforzo per promuovere le vaccinazioni e i richiami. Sui viaggi sono stati messi selettivamente in atto in modo preventivo alcuni divieti per contenere i rischi intanto che la comunità scientifica si esprime sui rischi di Omicron.

Qual è l’impatto economico delle nuove varianti sulle economie?

In questo momento, l’Europa e alcuni Paesi emergenti sembrano più a rischio degli Stati Uniti e dell’Asia, ma le mutazioni del virus potrebbero espandersi rapidamente in tutte le regioni del mondo.

Abbiamo identificato tre scenari:

·        Scenario 1: un contagio lieve e un rapido allentamento delle restrizioni avrebbero un impatto trascurabile sul PIL del quarto trimestre del 2021 (pari a -0,5 punti percentuali secondo varie simulazioni) e principalmente concentrato sull’Eurozona;

·        Scenario 2: le varianti Delta-Omicron si diffondono più ampiamente, obbligando i governi ad adottare restrizioni più severe. Un rallentamento significativo in Europa e altrove potrebbe portare a una crescita piatta nel quarto trimestre del 2021;

·        Scenario 3: la variante Omicron ha la capacità di resistere ai vaccini esistenti e si trasforma in una nuova pandemia. Il lockdown globale e le restrizioni più severe mettono l’attività economica sotto forte pressione, portando a una recessione del -2,0% nel primo trimestre del 2022: i mesi necessari allo sviluppo di vaccini aggiornati.

La ripresa piena è ritardata, ma senza rottura del ciclo

In tutti gli scenari, la crescita dovrebbe essere più fragile nel quarto trimestre del 2021 e nel primo del 2022 rispetto alle previsioni dello scenario di base. Ma l’attività economica sembra resiliente e le reazioni delle autorità, così come la ricerca sulle nuove varianti, sono state rapide; i governi ora hanno una gamma di strumenti più ampia per poter reagire.

Nei lockdown passati, il capitale non è stato distrutto e la domanda è stata solo posticipata; l’attività economica si è quindi ripresa rapidamente nella fase di riapertura.

Le politiche economiche dovrebbero continuare a costituire un sostegno per la crescita: le politiche di bilancio dovrebbero aiutare il mercato del lavoro e alcuni settori mirati, mentre le politiche monetarie adottano un approccio di gestione del rischio con una stretta dei tassi limitata per preservare la crescita.

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