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martedì, Settembre 21, 2021

Ocse, superindice indica “segnali di moderazione nel ritmo di crescita”

La crescita economica nei Paesi industrializzati proseguirà, ma lo farà con un ritmo più moderato.

Questo è quello che emerge dall’aggiornamento mensile del superindice economico dell’OCSE (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), ovvero l’indicatore ideato per anticipare i punti di svolta dell’attività economica rispetto ai trend attuali, per il mese di luglio.

A luglio l’indicatore è salito a 100,8 da 100,7 a giugno (dopo 100,5 a maggio, 100,3 in aprile e 100 a marzo) per l’intera area Ocse, con un aumento di 3,4 punti sull’anno.

Sale anche l’indicatore dell’Eurozona a 100,8 punti dai 100,6 precedenti. Tra i Paesi membri dell’UE, in Francia l’indicatore sale a 98,9 da 98,8 punti, mentre in Germania cresce a 101,9 da 101,7. In Italia l’indicatore è aumentato a 101,9 da 101,6 punti.

Difatti gli ultimi CLI, ovvero composite leading indicators (superindice) indicano segnali di moderazione del ritmo di crescita al di sopra del livello di tendenza negli Stati Uniti, in Giappone e in Canada. Indicazioni simili sono emerse nel Regno Unito e nell’area dell’euro nel suo complesso, incluse Germania e Italia. Anche in Francia si registrano segnali di moderazione del ritmo di crescita, con il CLI ancora al di sotto del trend.

I CLI per le principali economie dei mercati emergenti indicano sviluppi divergenti. Continua la crescita costante in Cina (settore industriale) e continua la crescita stabile in India, mentre in Brasile il CLI continua a indicare un rallentamento della crescita. In Russia sono emersi segnali di rallentamento.

Nonostante la graduale revoca delle misure di contenimento del COVID-19 in alcuni paesi e il progresso delle campagne di vaccinazione, le incertezze persistenti potrebbero comportare fluttuazioni più elevate del solito nel CLI e nelle sue componenti. Pertanto, come sottolinea il report ufficiale, tale indicatore dovrebbe essere interpretato con attenzione e dovrebbe essere considerato come un’indicazione di tendenza piuttosto che come una misura effettiva del grado di crescita dell’attività economica.

La crescita economica nei Paesi industrializzati proseguirà, ma lo farà con un ritmo più moderato.

Questo è quello che emerge dall’aggiornamento mensile del superindice economico dell’OCSE (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), ovvero l’indicatore ideato per anticipare i punti di svolta dell’attività economica rispetto ai trend attuali, per il mese di luglio.

A luglio l’indicatore è salito a 100,8 da 100,7 a giugno (dopo 100,5 a maggio, 100,3 in aprile e 100 a marzo) per l’intera area Ocse, con un aumento di 3,4 punti sull’anno.

Sale anche l’indicatore dell’Eurozona a 100,8 punti dai 100,6 precedenti. Tra i Paesi membri dell’UE, in Francia l’indicatore sale a 98,9 da 98,8 punti, mentre in Germania cresce a 101,9 da 101,7. In Italia l’indicatore è aumentato a 101,9 da 101,6 punti.

Difatti gli ultimi CLI, ovvero composite leading indicators (superindice) indicano segnali di moderazione del ritmo di crescita al di sopra del livello di tendenza negli Stati Uniti, in Giappone e in Canada. Indicazioni simili sono emerse nel Regno Unito e nell’area dell’euro nel suo complesso, incluse Germania e Italia. Anche in Francia si registrano segnali di moderazione del ritmo di crescita, con il CLI ancora al di sotto del trend.

I CLI per le principali economie dei mercati emergenti indicano sviluppi divergenti. Continua la crescita costante in Cina (settore industriale) e continua la crescita stabile in India, mentre in Brasile il CLI continua a indicare un rallentamento della crescita. In Russia sono emersi segnali di rallentamento.

Nonostante la graduale revoca delle misure di contenimento del COVID-19 in alcuni paesi e il progresso delle campagne di vaccinazione, le incertezze persistenti potrebbero comportare fluttuazioni più elevate del solito nel CLI e nelle sue componenti. Pertanto, come sottolinea il report ufficiale, tale indicatore dovrebbe essere interpretato con attenzione e dovrebbe essere considerato come un’indicazione di tendenza piuttosto che come una misura effettiva del grado di crescita dell’attività economica.

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