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sabato 1 Ottobre 2022

M&A bancario, importanti logiche geografiche e legami storici: lo studio Bce

Milano – Sia a livello micro che macro, le interconnessioni finanziarie hanno un impatto importante sulle fusioni e acquisizioni (M&A) del comparto bancario europeo, secondo uno studio della Banca centrale europea (BCE). Infatti, a livello micro, la probabilità di attività di M&A tra due banche aumenta con l’entità delle loro interconnessioni finanziarie. A livello macro, il numero di fusioni e acquisizioni tra due paesi aumenta con i legami finanziari aggregati condivisi tra le loro banche. In particolare, l’indice di compatibilità M&A è più elevato per i paesi core (Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi) rispetto agli altri paesi. Inoltre, tendono a persistere logiche geografiche e legami storici: Spagna-Portogallo, Irlanda-Regno Unito e Finlandia-Svezia hanno un’altissima compatibilità per l’M&A bancaria.

Secondo gli autori dello studio, la diversificazione geografica del portafoglio delle banche, in particolare verso attività non domestiche, dovrebbe essere incoraggiata, in quanto favorisce fusioni e acquisizioni transfrontaliere. “La diversificazione geografica dei portafogli va di pari passo con l’approfondimento e l’integrazione dei mercati dei capitali europei al fine di creare un vero mercato unico dei capitali all’interno dell’Unione Europea”, si legge nel rapporto. Una Capital Markets Union (CMU) crea infatti un accesso più facile alle attività finanziarie non domestiche e quindi aumenta i legami finanziari tra le istituzioni bancarie europee e, più in generale, tra i paesi europei. “Poiché la Capital Market Union aiuterebbe a diversificare geograficamente il portafoglio delle banche, favorirebbe quindi anche fusioni e acquisizioni transfrontaliere”, è una delle conclusioni.

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