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giovedì 30 Giugno 2022

Lo scudo anti-spread Bce non migliora il rating dei paesi indebitati

Milano – Il programma “anti-frammentazione” della BCE potrebbe “ridurre il rischio che forti oscillazioni dei rendimenti influiscano negativamente sulla dinamica del debito nei paesi dell’eurozona con un alto debito”. Ciò sosterrebbe il merito di credito (rating) di questi Stati, ma “i progressi nella stabilizzazione e riduzione del debito rimarranno fondamentali per la valutazione del rating stesso”. lo affermano gli analisti di Fitch Ratings in un nuovo report sul tema.

L’agenzia di rating evidenzia che una certa divergenza nei rendimenti obbligazionari “non sorprende in un’unione valutaria di stati sovrani con politiche fiscali indipendenti”. Ciò può tradursi in condizioni di finanziamento diverse per l’economia reale, che però non ostacolano la capacità della BCE di realizzare i propri mandati. Tuttavia, se i rendimenti aumentano molto bruscamente si può venire a creare frammentazione. “Tali movimenti di mercato possono diventare autoavveranti, come nel 2011-2012, quando l’eurozona ha sperimentato un livello di frammentazione che la BCE cercherà di evitare”, afferma Fitch.

Sottolineando che al momento gli spread sui titoli periferici restano lontani dai livelli del 2011-2012 e l’aumento dei rendimenti a breve è stato relativamente contenuto, Fitch si dice comunque dubbiosa della capacità della BCE di mettere a punto un efficace programma “anti-frammentazione”, anche per i possibili contrasti all’interno del consiglio direttivo di Francoforte. Gli analisti ritengono che il nuovo strumento “comporterà probabilmente l’acquisto da parte della BCE di obbligazioni di paesi specifici per contenere gli spread”. Viene visto come poco probabile l’utilizzo dell’Outright Monetary Transactions (creato nel 2012, ma mai utilizzato), in quanto è soggetto alle condizionalità del Meccanismo europeo di stabilità (MES), a cui i paesi non sono disposti a sottomettersi.

Le indiscrezioni di stampa suggeriscono che il nuovo strumento potrebbe avere una condizionalità più leggera. “Ciò potrebbe essere dovuto al rispetto delle normali raccomandazioni della Commissione europea sulle economie della zona euro o alla sterilizzazione degli acquisti da parte della BCE per evitare di esacerbare le pressioni al rialzo sui prezzi”, ipotizza Fitch. L’agenzia di rating si aspetta comunque che il consiglio direttivo della BCE raggiunga un compromesso entro la riunione di politica monetaria del 21 luglio, poiché il mancato annuncio del nuovo meccanismo potrebbe altrimenti innescare una reazione negativa del mercato.

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