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sabato 28 Maggio 2022

Le mani di Berlino su Gazprom: il gas è intoccabile, il petrolio no

Berlino – Il governo tedesco ha deciso di assumere il controllo di Gazprom Germania. Si tratta di un passo temporaneo, ma necessario. Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Economia, Robert Habek, affermando che la decisione è stata assunta a causa di mancanza di chiarezza sul rispetto da parte del gruppo delle normative tedesche, in particolare sugli scambi commerciali. La sussidiaria tedesca del gigante russo sul gas naturale è stata così temporaneamente posta sotto l’amministrazione diretta dell’autorità nazionale tedesca per l’energia.

“L’amministrazione fiduciaria serve a proteggere la sicurezza pubblica e a mantenere la sicurezza dell’approvvigionamento” – ha detto Habek – aggiungendo che si tratta di un “passo assolutamente necessario”. Questa tutela resterà in vigore almeno fino a fine settembre 2022. Venerdì scorso, 1 aprile, la proprietaria Gazprom aveva annunciato la fine della sua partecipazione alla controllata tedesca. Il gruppo russo non ha fornito dettagli sulle modalità o ulteriori spiegazioni sulla sua decisione.

“Vogliamo diventare il prima possibile indipendenti dalle importazioni di energia dalla Russia e la Germania sosterrà ulteriori sanzioni alla Russia, ma al momento non è possibile tagliare le forniture di gas” ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, all’Eurogruppo. “Dobbiamo fare più pressione su Putin, isolare la Russia e tagliare tutti i rapporti economici” ma per arrivare a un embargo “abbiamo bisogno di tempo, al momento dobbiamo distinguere tra petrolio, carbone e gas”, ha spiegato.

Tra gli altri, anche “l’Austria non è a favore di nuove sanzioni” contro Mosca “legate al gas. Siamo molto dipendenti dal gas russo e penso che tutte le sanzioni che colpiscono noi più di quanto colpiscano la Russia non sarebbero giuste”, ha detto il ministro delle Finanze austriaco, Magnus Brunner. Quanto sta accadendo in Ucraina “è estremamente duro, ma quando si parla di sanzioni bisogna restare freddi e se una sanzione ti danneggia di più dell’altra parte allora non è la direzione giusta”, ha evidenziato. Per questo la Commissione Ue non esclude di sposare l’ipotesi di “embargo” sul petrolio russo: “Nulla è fuori discussione” ha annunciato, sempre a margine dell’Eurogruppo il vicepresidente Valdis Dombrovskis.

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