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lunedì 5 Dicembre 2022

JPMorgan e Morgan Stanley, utili trimestrali in calo: meno investment banking e deal di M&A

Milano – La banca d’affari Morgan Stanley ha registrato un fatturato netto di 13,0 miliardi di dollari per il terzo trimestre del 2022 (terminato il 30 settembre), rispetto ai 14,8 miliardi di dollari di un anno fa. L’utile netto è stato di 2,6 miliardi di dollari, o 1,47 dollari per azione diluita, rispetto a un utile netto di 3,7 miliardi di dollari, o 1,98 dollari per azione diluita, per lo stesso periodo di un anno fa. Il mercato, secondo dati Refinitiv, si aspettava un utile per azione di 1,49 dollari su ricavi per 13,29 miliardi di dollari. “La performance aziendale è stata resiliente ed equilibrata in un ambiente incerto e difficile, offrendo un rendimento del 15% sul tangible common equit – ha commentato il CEO James Gorman – Wealth Management ha aggiunto ulteriori 65 miliardi di dollari di nuovi asset netti e ha prodotto un margine ante imposte del 28%, escluse le spese relative all’integrazione, dimostrando scala e stabilità nonostante il calo dei valori degli asset”.

“Mentre Investment Banking e Investment Management hanno risentito del contesto di mercato, Fixed Income e Equity hanno navigato bene nei mercati difficili – ha aggiunto – Continuiamo a mantenere la nostra solida posizione di capitale mentre riacquistiamo 2,6 miliardi di dollari di azioni e distribuiamo un dividendo sano”. I ricavi dell’Investment Banking sono diminuiti del 55% rispetto a un anno fa. All’interno della divisione, i ricavi da advisory sono diminuiti rispetto a un anno fa, a causa dei livelli più bassi di operazioni di fusione e acquisizione completate. I ricavi da Equity underwriting sono diminuiti in modo significativo rispetto a un anno fa, riflettendo il sostanziale calo dei volumi di azioni globali. I ricavi da Fixed income underwriting sono diminuiti rispetto a un anno fa poiché le condizioni macroeconomiche hanno contribuito a ridurre le emissioni obbligazionarie.

Utili in calo anche per JPMorgan Chase, che nel terzo trimestre del 2022 ha registrato un utile di 9,74 miliardi di dollari, o 3,12 dollari per azione, rispetto ai 11,69 miliardi di dollari (-17%), o 3,74 dollari per azione, di un anno fa. I ricavi reported sono stati di 32,72 miliardi di dollari, dato che si confronta con i 29,65 miliardi di dollari del terzo trimestre del 2021. I ricavi managed sono stati di 33,49 miliardi di dollari. Il mercato, secondo dati Refinitiv, si aspettava un utile per azione di 2,88 dollari (anche se non è chiaro se i numeri siano direttamente comparabili) su ricavi di 32,1 miliardi di dollari. Sul calo dell’utile incidono maggiori riserve per 808 milioni di dollari, rispetto a un rilascio di riserva netta di 2,1 miliardi di dollari nell’anno precedente.

“JPMorgan Chase ha ottenuto solide prestazioni in tutte le nostre attività, generando un utile netto di 9,7 miliardi di dollari, un fatturato di 32,7 miliardi di dollari, un ROTCE del 18% e un coefficiente di capitale CET1 del 12,5%”, ha commentato il CEO Jamie Dimon. L’utile netto della divisione Corporate & Investment Bank è stato di 3,5 miliardi di dollari, in calo del 37%, con ricavi netti di 11,9 miliardi di dollari, in calo del 4%. I ricavi dell’Investment Banking sono stati di 1,7 miliardi di dollari, in calo del 43%, trainati dalle commissioni di Investment Banking più basse, in calo del 47%. L’utile netto della divisione Asset & Wealth Management è stato di 1,2 miliardi di dollari, in crescita del 2%. I ricavi netti sono stati di 4,5 miliardi di dollari, in crescita del 6%, trainati principalmente da depositi e prestiti su margini e saldi più elevati, ampiamente compensati da commissioni di gestione inferiori dovute ai livelli di mercato inferiori.

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