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domenica 3 Luglio 2022

Istat, Bce e Ficht: la guerra stronca la ripresa in Italia, in Ue, nel mondo

Roma – Con lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, “c’è stato un blocco rispetto alla speranza di ripresa”. La previsione era di arrivare ad aprile al Pil pre-pandemia, “ma non sarà così”. Lo ha detto il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo, ribadendo la stima dell’Istituto su un possibile impatto negativo del conflitto di 0,7 punti di Pil. Il rischio, ha avvertito, è però che i valori possano diventare “decisamente più grandi”.

“Come statistiche ufficiali non siamo in grado di poter dare un’indicazione rispetto a qualcosa che non è sotto controllo”, ha detto. “Viviamo praticamente alla giornata”, ha detto, definendo il livello dei prezzi “preoccupante”, soprattutto per le famiglie meno abbienti. “Non c’è nulla che faccia sperare che le cose possano migliorare”, ha aggiunto.

Stesso pessimismo da parte della presidente della Bce Christine Lagarde che ieri ha ribadito la previsione negativa dell’impatto del conflitto sull’attività delle imprese, mettendo in guardia dal rischio che inneschi di nuovo un aumento del risparmio delle famiglie, come già accaduto durante i lockdown. Le linee guida a cui si atterrà l’istituzione sulla politica monetaria restano flessibilità, gradualità, lasciando aperte tutte le opzioni.

Intanto, l’agenzia Fitch taglia le stime di crescita mondiali con la fiammata dell’inflazione. Il pil del mondo è atteso crescere quest’anno del 3,5%, ovvero 0,7 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni precedenti, mentre nel 2023 la crescita è prevista al 2,8%, -0,2 punti. Il pil di Eurolandia è stato ridotto di 1,5 punti percentuali al 3,0% nel 2022, mentre la crescita degli Stati Uniti è stata tagliata di 0,2 punti al 3,5%.

“Questo riflette i più alti prezzi dell’energia ma anche l’aumento più veloce delle attese dei tassi di interesse negli Stati Uniti”, afferma Fitch. Per Mosca la previsio e e’ di un crollo del prodotto dell’8% quest’ann come nella crisi del 1998. Per l’Italia la previsione e’ di una crescita del 2,7% contro un precedente 4,3%.

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