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martedì, Settembre 21, 2021

Intermonte, mercato lavoro USA: i salari in forte rialzo mettono in discussione l’ipotesi Fed di inflazione transitoria

Il dato sul mercato del lavoro di agosto evidenzia complessivamente ancora una bassa propensione da parte dei potenziali lavoratori a ricercare attivamente occupazione, malgrado gli incrementi salariali che si stanno materializzando. Diu seguito il commento a cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte.

“Il numero di posti di lavoro nel comparto non agricolo, sensibilmente inferiore alle attese (235.000 vs circa 730.000 attesi dal consenso), è in buona misura spiegato soprattutto dal comparto servizi, in particolare il settore leisure&hospitality che ad agosto non ha creato posti di lavoro.

Allo stesso tempo la pubblica amministrazione ha smesso di creare posti di lavoro, con un calo di 8000 unità.

La dinamica salariale ha registrato un marcato incremento, molto al di sopra delle attese, portando la crescita dei salari orari a/a al 4,3%, massimo da marzo.

Infine, il tasso di partecipazione è rimasto invariato al 67,1%.

Complessivamente emerge protagonista la carenza di lavoratori soprattutto in alcuni comparti che gli incrementi salariali che si stanno materializzando ancora non sono in grado di fronteggiare.

La reazione in parte controintuitiva del mercato di breve (tassi in rialzo con aspettative di inflazione che stanno iniziando a risalire sul comparto a lungo termine) segnala il timore che la Fed, sotto la spinta dei falchi, possa mettere in discussione l’ipotesi di inflazione temporanea, a causa del rischio della spirale salari/inflazione.

Per la Fed appare aprirsi uno scenario di potenziale dilemma di politica monetaria: cosa tenere in maggiore considerazione, i segnali di rallentamento (anche occupazionale) o la dinamica dell’inflazione?

Il dilemma può portare la Fed a prendere tempo rinviando le scelte sul tapering agli ultimi mesi dell’anno. La riunione del 22 settembre pertanto potrebbe rivelarsi ancora non decisiva, sebbene sia probabile che, fino ad allora, le voci dei falchi del board si faranno sentire in modo più forte chiedendo un avvio celere del tapering.

In questo contesto l’ipotesi di temporaneo rialzo dei tassi + steepening della curva tra settembre ed ottobre rimane confermata”.

Il dato sul mercato del lavoro di agosto evidenzia complessivamente ancora una bassa propensione da parte dei potenziali lavoratori a ricercare attivamente occupazione, malgrado gli incrementi salariali che si stanno materializzando. Diu seguito il commento a cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte.

“Il numero di posti di lavoro nel comparto non agricolo, sensibilmente inferiore alle attese (235.000 vs circa 730.000 attesi dal consenso), è in buona misura spiegato soprattutto dal comparto servizi, in particolare il settore leisure&hospitality che ad agosto non ha creato posti di lavoro.

Allo stesso tempo la pubblica amministrazione ha smesso di creare posti di lavoro, con un calo di 8000 unità.

La dinamica salariale ha registrato un marcato incremento, molto al di sopra delle attese, portando la crescita dei salari orari a/a al 4,3%, massimo da marzo.

Infine, il tasso di partecipazione è rimasto invariato al 67,1%.

Complessivamente emerge protagonista la carenza di lavoratori soprattutto in alcuni comparti che gli incrementi salariali che si stanno materializzando ancora non sono in grado di fronteggiare.

La reazione in parte controintuitiva del mercato di breve (tassi in rialzo con aspettative di inflazione che stanno iniziando a risalire sul comparto a lungo termine) segnala il timore che la Fed, sotto la spinta dei falchi, possa mettere in discussione l’ipotesi di inflazione temporanea, a causa del rischio della spirale salari/inflazione.

Per la Fed appare aprirsi uno scenario di potenziale dilemma di politica monetaria: cosa tenere in maggiore considerazione, i segnali di rallentamento (anche occupazionale) o la dinamica dell’inflazione?

Il dilemma può portare la Fed a prendere tempo rinviando le scelte sul tapering agli ultimi mesi dell’anno. La riunione del 22 settembre pertanto potrebbe rivelarsi ancora non decisiva, sebbene sia probabile che, fino ad allora, le voci dei falchi del board si faranno sentire in modo più forte chiedendo un avvio celere del tapering.

In questo contesto l’ipotesi di temporaneo rialzo dei tassi + steepening della curva tra settembre ed ottobre rimane confermata”.

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