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sabato 28 Maggio 2022

Industria 4.0, pmi timide: il 7% è contrario al digitale

Milano – Le le piccole e medie imprese italiane, precisamente il 40%, appaiono ancora troppo timide rispetto al processo di trasformazione tecnologico capace di generare benefici in termini di competitività internazionale e migliori performance economiche. Esiste inoltre un 7% di realtà produttive, non internazionalizzate, completamente analogiche, cioè totalmente avverse a qualunque forma di innovazione digitale.

Emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle Pmi del Politecnico di Milano, presentata questa mattina al convegno inaugurale della Fiera internazionale A &Tl via da oggi sino a venerdì all’Oval Lingotto di Torino. In sostanza l’Italia delle pmi – spiega la ricerca – va a due velocità: da una parte un 53% che vive la transizione digitale come un fattore abilitante, di contro un 47% che la subisce, e in taluni casi arriva a rifiutarla, mantenendo inalterato il proprio status analogico.


“La ricerca presentata questa mattina mostra in modo inequivocabile quanto ancora esistano freni culturali verso un modello di piccola e media impresa totalmente digitalizzata, come processo e come visione di sviluppo. Servono politiche e investimenti industriali concreti e lungimiranti, che coinvolgano interi ecosistemi” commenta Luciano Malgaroli, ceo della Fiera A&T, dedicata a innovazione, tecnologie, affidabilità e competenze 4.0.

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