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lunedì 30 Gennaio 2023

Immobiliare: prezzi, lavoro ed eco-patrimoniale europea

Roma – La direttiva europea sull’efficienza energetica nell’edilizia, contenuta nel pacchetto Fit for 55, rischia di avere “conseguenze devastanti” per l’Italia e, se non sarà modificata la bozza all’esame del Parlamento europeo, “nell’immediato l’effetto sarà quello di una perdita di valore della stragrande maggioranza degli immobili italiani”. È questo l’allarme di Confedilizia che indica la necessità di scongiurare l’arrivo dell’eco-patrimoniale europea che imporrebbe di ristrutturare in pochi anni “milioni di edifici residenziali”. “Nel testo della proposta di direttiva – continua Confedilizia – sono presenti una serie di norme che dispongono interventi obbligatori sugli immobili finalizzati a far scomparire quelli con ridotte prestazioni energetiche, secondo una tempistica molto ravvicinata che contrasta in modo netto con le peculiarità del patrimonio immobiliare italiano (risalente nel tempo e di proprietà diffusa)”. Gli edifici residenziali dovrebbero raggiungere entro gennaio 2030 almeno la classe energetica E ed entro gennaio 2033 almeno la classe D. Confedilizia si appella quindi al Governo e alle forze politiche “affinché venga svolta ogni possibile azione per far sì che l’imminente fase finale di esame della bozza di direttiva possa condurre a ripensare l’impostazione”.

Capitolo prezzi è previsto tuttavia un calo, ma non un crollo dei prezzi degli immobili residenziali nella maggior parte dei Paesi europei nel 2023, per alcuni fino al 2024, con poche o nessuna prospettiva di ripresa solida fino al 2025. E’ quanto prevede S&P Global Ratings in un report sul mercato immobiliare europeo. Secondo gli analisti di S&P, i prezzi delle abitazioni e gli investimenti risentiranno soprattutto del rapido aumento dei tassi sui mutui. Ci vorrà del tempo prima che i prezzi di mercato e gli investimenti si adeguino completamente a questi tassi di interesse più elevati e alcuni Paesi ci metteranno più tempo di altri, secondo il report, con S&P che ha riscontrato che tale aggiustamento potrebbe durare fino a dieci trimestri e tipicamente è due volte più marcato rispetto a quanto avviene dopo un regime di tassi bassi. Quanto successo in passato ha dimostrato che i prezzi delle abitazioni in Europa sono piuttosto anelastici rispetto ai ribassi. Ma va anche considerato che “i driver attuali (come l’offerta limitata, un mercato del lavoro solido, l’elevata ricchezza delle famiglie e ciò che sembra essere un cambiamento nelle preferenze) potrebbero attenuare l’effetto dei tassi d’interesse in aumento”, conclude S&P Global Ratings.

Sul fronte occupazione nel 2023, in base alle stime dell’agenzia per il lavoro Orienta, proseguirà la forte richiesta di personale qualificato per il settore dell’edilizia, in virtù “dell’aumento del 25% delle opere pubbliche con l’avvio dei cantieri finanziati dal Pnrr”. Lo si legge in una nota, in cui si specifica che, al momento, si stima “una ricerca di oltre 150 figure lavorative”, laddove “muratori specializzati e qualificati, manovali, carpentieri, capponisti, idraulici, pavimentisti, assistenti cantieri”, sono tra le mansioni di cui si ha maggior bisogno nel settore delle costruzioni, ma allo stesso tempo – si evidenzia – sempre più difficili da trovare” nel nostro mercato occupazionale. Secondo Orienta, “la crisi dell’edilizia negli anni precedenti, che ha fatto perdere molte professionalità, e la ripresa di questi due anni, grazie anche a misure come il Superbonus 110%, sono all’origine della carenza di personale qualificato”.

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