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lunedì 5 Dicembre 2022

I tassi inseguono l’inflazione, la guerra dei rialzi “mirati e temporanei” è solo all’inizio

Milano – Dopo la ripresa dalla pandemia, le economie europee sono tornate a navigare in acque turbolente. Lo riconosce, tra i tanti, il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, che al termine della riunione informale dell’Eurogruppo a Washington – a cui ha partecipato anche la segretaria al Tesoro Usa, Janet Yellen – ha ribadito “la necessità di misure mirate e temporanee per uscire da questa crisi, in modo da evitare di spingere ulteriormente l’inflazione e creare nuove pressioni sul debito pubblico”. Per questa ragione, sottolinea Gentiloni, le proposte di bilancio degli Stati membri Ue dovranno cercare di non alimentare l’inflazione, non compromettere i progressi verso gli obiettivi climatici e non pesare in maniera permanente sulle finanze pubbliche. “Rispondere a questa crisi è cruciale per i governi europei, ma supportiamo misure di sostegno che siano mirate e temporanee: devono evitare di alimentare ulteriormente l’inflazione, di compromettere i progressi verso i nostri obiettivi climatici o di creare un onere permanente sulle finanze pubbliche. Valuteremo i prossimi progetti di bilancio per il 2023 anche da questo punto di vista”.

Riguardo alla difficile situazione economica e politica che sta affrontando il Regno Unito, Gentiloni commenta che questa è la dimostrazione che l’economia globale è interessata da una certa volatilità. Ma, tornando all’intervento “mirato e temporaneo”, questo è traducibile anzitutto con un ennessimo rialzo dei tassi d’interesse. “Lo slancio della crescita globale è rallentato rispetto alla riunione di aprile, poiché i prezzi elevati dell’energia e l’incertezza geopolitica stanno incidendo sull’attività economica” ha detto Christine Lagarde, Presidente della BCE, nel suo intervento al 46esimo meeting dell’International Monetary and Financial Committee. La numero uno dell’Eurotower ha citato anche i venti contrari alle catene di approvvigionamento globali e pressioni inflazionistiche “eccezionalmente forti”, conseguenza della guerra in Ucraina, fra i fattori che stanno pesando sul reddito disponibile delle famiglie e sui loro risparmi. Le restrizioni legate alla pandemia sono meno diffuse di prima – ha aggiunto – ma possono continuare a ostacolare l’attività economica.

“Nel complesso, le prospettive di inflazione e le prospettive economiche globali sono entrambe caratterizzate da incertezza”, ha spiegato la Presidente, aggiungendo che rischi per la crescita sono principalmente al ribasso, in particolare a causa delle conseguenze economiche della guerra in Ucraina. In questo quadro la politica monetaria deve garantire che l’inflazione torni sull’obiettivo di medio termine mentre la politica fiscale resta un “elemento chiave” per attutire lo shock della guerra, ma dovrebbe essere accuratamente studiata per proteggere i gruppi più vulnerabili all’aumento del costo della vita, in particolare le famiglie e le imprese che devono far fronte a un forte aumento delle bollette energetiche. Allo stesso tempo, però, le misure di sostegno fiscale dovrebbero essere temporanee e mirate in modo da limitare il rischio di alimentare pressioni inflazionistiche e rendere più efficiente la spesa pubblica, preservando la sostenibilità del debito. “L’inflazione nell’area dell’euro è troppo elevata ed è probabile che rimanga al di sopra dell’obiettivo della BCE per un lungo periodo di tempo. Continueremo quindi il nostro percorso di normalizzazione della politica monetaria”, ha sottolineato Lagarde, ricordando che il Board della BCE “prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse nei prossimi incontri, sulla base di un approccio basato sui dati e riunione per riunione”.

Insomma, i rialzi saranno pure momentanei, ma della battaglia contro l’inflazione non si vede la fine prosegue a tempo indeterminato. Cosa lascerà sul terreno? Quale prezzo per la “vittoria”? Le prospettive per la stabilità finanziaria si sono deteriorate – ha aggiunto Lagarde – anche se i mercati finanziari sembrano ancora scontare risultati che potrebbero rivelarsi troppo ottimistici. Il settore bancario dell’Eurozona ha solidi livelli patrimoniali e continua a beneficiare del calo degli NPL. Tuttavia, mentre la redditività delle banche è stata finora supportata da margini di interesse più elevati e da basse svalutazioni, le prospettive economiche rendono molto incerta la redditività futura. “Stiamo vedendo i primi segnali di un aumento del rischio di credito, che merita un attento monitoraggio”, ha affermato la Presidente, aggiungendo che “le autorità macroprudenziali di alcuni paesi potrebbero ancora aumentare le riserve di capitale, a condizione che si evitino effetti prociclici. Ciò manterrebbe la resilienza del settore bancario e aumenterebbe il margine di manovra delle autorità in caso di sviluppi negativi. Allo stesso tempo, le autorità dovrebbero tenere conto degli attuali venti contrari alla crescita economica ed evitare un eccessivo inasprimento delle condizioni creditizie”.

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