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venerdì 7 Ottobre 2022

Grano, accordo Russia-Ucraina per sbloccare i rifornimenti e abbassare i prezzi

Istanbul – Ratificata a Istanbul l’intesa fra Ucraina e Russia che sbloccherà il trasporto del grano ucraino attraverso i porti del Mar Nero, al momento bloccati dalla marina militare russa. Annunciato dalla presidenza turca, l’accordo, sottoscritto dalle delegazioni russa e ucraina nel Palazzo Dolmabahce, sullo Stretto del Bosforo, è stato firmato alla presenza del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres e del mediatore Recep Tayyip Erdogan. Annunciata ieri l’intesa, la prima tra Mosca e Kiev dall’inizio della guerra lo scorso 24 febbraio, ha fatto già calare il prezzo del grano. Le quotazioni del grano duro scendono dell’1,39% a 849,25 dollari per contratto da 5mila staia. Il grano tenero cede l’1,61% a 793,25 dollari.

Un membro della delegazione di Kiev per i negoziati, Rustem Umerov, ha fatto sapere che le spedizioni potrebbero riprendere da tre porti sotto il pieno controllo ucraino, ovvero Odessa, Pivdennyi e Chornomorsk. Secondo le stime, circa 25 milioni di tonnellate di grano e altri cereali sono bloccate nei porti ucraini. Un blocco che ha provocato una crisi alimentare mondiale. L’intesa – secondo le stime della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero 2021 – dà il via libera all’arrivo in Italia di quasi 1,2 miliardi di chilli di mais per l’alimentazione animale, grano tenero per la panificazione e olio di girasole dall’Ucraina.

“L’Ucraina – sottolinea la Coldiretti – nonostante il calo dei raccolti resta uno dei principali produttori e rappresenta il 10% del commercio mondiale di frumento tenero destinato alla panificazione ma anche il 15% del mais per gli allevamenti. E l’accordo raggiunto per la ripresa del passaggio delle navi cariche di cereali sul Mar Nero è importante per salvare dalla carestia 53 Paesi. L’ emergenza mondiale riguarda direttamente l’Italia che è un Paese deficitario ed importa addirittura il 62% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 46% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame”.

“L’Ucraina è il nostro secondo fornitore di mais con una quota di poco superiore al 13% (785 milioni di chili), ma garantisce anche il 3% dell’import nazionale di grano (122 milioni di chili) senza dimenticare gli arrivi di ben 260 milioni di chili di olio di girasole. “Lo sblocco delle spedizioni sul Mar Nero è importante per l’Italia in una situazione in cui – conclude la Coldiretti – senza precipitazioni rischiano di dimezzare i raccolti nazionali di foraggio e mais destinati all’alimentazione degli animali di cui l’Italia è peraltro fortemente deficitaria, mentre la produzione di grano tenero risulta in calo del 20%”.

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