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sabato 28 Maggio 2022

Generali, oggi i due piani al voto

Milano – Due liste, due piani strategici e due visioni contrapposte per il futuro di Generali. Domani all’assemblea degli azionisti della compagnia assicurativa è in palio il controllo del gruppo per i prossimi tre anni. Da una parte la lista del consiglio di amministrazione uscente, appoggiata da Mediobanca e De Agostini, propone la linea della continuità, fatta di crescita sostenibile e ricchi dividendi, candidando il group ceo Philippe Donnet per il terzo mandato. Dall’altra il gruppo del socio forte Francesco Gaetano Caltagirone, sostenuto da Leonardo Del Vecchio e dalla famiglia Benetton, punta su una strategia più aggressiva, con l’obiettivo di un tasso di crescita degli utili doppio e risorse finanziarie dedicate alle fusioni e acquisizioni più che raddoppiate rispetto al piano di Donnet.

Il programma strategico del gruppo Caltagirone per Generali, però, conferma due pilastri della strategia presentata al mercato nel dicembre 2011 dal manager francese: i 5,2-5,6 miliardi di euro di dividendi cumulativi fra il 2022 e il 2024 e il programma di buyback da 500 milioni, il primo da 15 anni. Ma lo scarto più evidente del contro-piano ‘Awakening the lion’ rispetto alla strategia ‘Lifetime Partner 24: Driving Growth’ di Donnet è sul ritmo della crescita degli utili. Il group ceo della compagnia prevede un incremento medio annuo dell’utile per azione fra il 6% e l’8%, mentre gli sfidanti puntano a un incremento annuo oltre il 14%, attraverso interventi sia di carattere organico che non organico, per arrivare a un utile di circa 4,2 miliardi nel 2024. E se Donnet indica flussi di cassa netti disponibili oltre gli 8,5 miliardi al 2024, il gruppo Caltagirone stima una generazione di cassa fra 9,5 e 10,5 miliardi.

Il programma incarnato da Claudio Costamagna e Luciano Cirinà, candiati presidente e amministratore delegato, è anche più ambizioso sul fronte della riduzione costi, con l’obiettivo di un taglio da 600 milioni annui, con un target del cost/income ratio del 55% dall’attuale 64%. Il piano di Donnet, invece, stima un miglioramento di 2,5-3 punti percentuali. La spinta sulle acquisizioni sono uno dei pilastri della strategia di Caltagirone, che ha accusato l’attuale management di essersi lasciato scappare delle opportunità e di aver condannato la compagnia a rincorrere a distanza le principali rivali europee. Nel suo piano al 2024 il manager francese indica 2,5-3 miliardi di flusso di cassa da reinvestire su operazioni di M&A nel business assicurativo, nei Paesi in cui il gruppo è già presente e in Asia, e nell’asset management, in particolare nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Risorse più che doppie per gli sfidanti, con 7 miliardi dedicati alle acquisizioni in ambito Danni, nell’asset e nel wealth management, nel fintech e nell’insurtech. Consolidando la presenza della compagnia in Italia, Francia e Germania, crescendo in Est Europa, Cina e India e sviluppandosi negli Stati Uniti, soprattutto nell’ambito dell’asset management. Maggiore anche la dotazione del programma del gruppo Caltagirone sull’innovazione, con 1,5-1,6 miliardi di euro di investimenti nella trasformazione digitale e tecnologica. Donnet dedica a questo fronte 1,1 miliardi, già in aumento del 60% rispetto al piano al 2021, oltre a un fondo di venture capital da 250 milioni per cogliere opportunità ad alto potenziale nell’insurtech.

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