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sabato 26 Novembre 2022

Gas, Ttf non rappresentativo: ora il price cap all’elettricità e l’Unione energetica

Milano – “Siamo pronti a discutere l’introduzione di un tetto massimo al prezzo del gas utilizzato per la produzione di energia elettrica”. Lo scrive la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in una lettera indirizzata ai leader Ue in vista del vertice informale di Praga. Von der Leyen ha anche proposto “di lavorare assieme con gli Stati membri per sviluppare un intervento per limitare i prezzi del gas nel mercato del Gnl”, aggiungendo che l’indice Ttf non è più rappresentativo”. La presidente dell’Esecutivo Ue ha quindi esortato I Paesi membri e le società importatrici a “intensificare i negoziati con i fornitori affidabili per ridurre i prezzi del gas importato di ogni tipo”, e confermato che “la Commissione esaminerà le fonti di finanziamento complementari per aumentare la potenza di fuoco di RePowerEu”.

L’Ue ha varato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Un tetto sul prezzo del petrolio importato dalla Russia e nuovi divieti di importazione di merci, tra cui componenti tecnologici ed elettronici: è quanto prevede, tra le altre cose, il nuovo round di sanzioni nei confronti della Russia, l’ottavo dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, che secondo la Commissione Europea, dovrebbero privare la Russia di 7 miliardi di euro di ricavi ogni anno, che colpirebbero soprattutto l’industria bellica russa. E arriva subito la contromossa di Mosca. La Russia smetterà di fornire petrolio ai Paesi che stanno imponendo il price cap al greggio: l’ha annunciato ieri il vice premier russo Aleksandr Novak, secondo quanto riferisce la Tass.

A questo punto, per sfuggire agli effetti della crisi causata dalla guerra in Ucraina, potrebbe essere necessario creare un’Unione energetica a livello europeo. Lo ha scritto sul “Financial Times” il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, secondo cui il presidente russo Vladimir Putin “vuole cancellare le nostre economie, indebolire le nostre società e distruggere il nostro morale. Dobbiamo essere lucidi nel valutare l’entità del danno. Questa crisi rivendica la nostra strategia di crescita comune e rende urgente stabilire un’autentica unione energetica. Sarà un pilastro essenziale della sovranità dell’Ue”. Lanciando una guerra contro l’Ucraina, Putin ha anche lanciato un “missile energetico” contro l’Europa, rileva Michel: “Le importazioni di energia dell’Ue nella prima metà del 2022 sono state pari a quasi 380 miliardi di euro, una cifra vicina a quanto normalmente paghiamo per un anno intero. È probabile che il nostro disavanzo commerciale energetico raddoppi nel 2022, raggiungendo circa il 5 per cento del prodotto interno lordo – spiega -. Questo ci costringe a rivalutare il modo in cui raggiungiamo la nostra transizione a lungo termine verso la neutralità climatica, che non è solo centrale per la nostra lotta ambientale, ma è fondamentale per la nostra strategia di crescita. Il nostro percorso verso lo zero netto è stato in parte basato sull’ampia disponibilità di gas a prezzi accessibili. Questo è ormai un ricordo del passato”.

A Versailles, lo scorso marzo, i leader dell’Ue hanno deciso di rafforzare la sovranità europea in materia di difesa, economia ed energia. “Oggi riconosciamo la necessità di una nuova strategia energetica per affrontare questa crisi e gettare le basi per un’economia resiliente. Ecco perché chiedo un’autentica unione energetica. Ciò comporterà la rivisitazione di molte delle nostre convinzioni di vecchia data e una maggiore azione collettiva, come europei. La crisi energetica ha messo in luce “le crepe” in un sistema composto da “27 ‘riserve private’ energetiche”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo. “Proprio come abbiamo visto durante il Covid-19, nessun Paese da solo può far fronte a una crisi di questa portata. Dobbiamo affrontare i tabù che circondano le competenze nazionali e dell’Ue. Un’unione energetica resiliente non apparirà magicamente da 27 mix energetici nazionali: dobbiamo renderli compatibili. Ciò richiederà un forte e sincero coordinamento tra gli Stati. E dovremmo creare il quadro normativo e le condizioni di mercato necessari che servano al meglio gli interessi dei nostri cittadini e delle nostre imprese. Per raggiungere un compromesso, dobbiamo tornare ai valori e ai principi in cui tutti crediamo. Solidarietà, correttezza e trasparenza. Questi sono i principi che ci porteranno alla sicurezza dell’approvvigionamento, condizioni di parità e prezzi accessibili e ristabiliranno la fiducia del mercato”.

“Se vogliamo ridurre i consumi, diversificare e raggiungere lo zero netto, dobbiamo investire di più in ricerca, innovazione e tecnologia – aggiunge -. Il modo migliore per ridurre i prezzi è adottare un approccio più collettivo. La nostra strategia energetica comune dovrebbe rafforzare la coesione del nostro mercato unico”. La crisi finanziaria globale e la crisi del debito sovrano “hanno spinto l’Ue a creare un’unione bancaria, per garantire la stabilità del settore bancario” ricorda. “La pandemia ci ha insegnato a mettere in comune le nostre risorse nel settore sanitario. È così che abbiamo sviluppato e prodotto vaccini per tutti i cittadini dell’Ue, indipendentemente da dove vivevano. Ora dobbiamo fare lo stesso nel settore dell’energia e creare questa vera unione dell’energia”. D’accordo il cancelliere tedesco Olaf Scholz: “Quando si accumulano profitti eccessivi – ha dichiarato ieri, nel vertice bilaterale con la Spagna , è necessario tagliarli per utilizzare il denaro per abbassare il prezzo dell’energia”.

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