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sabato 1 Ottobre 2022

Gas, prezzi a oltre 4mila dollari per mille mc in inverno

Milano – I prezzi del gas continuano la loro corsa verso livelli allarmanti per l’approvvigionamento energetico europeo, con il colosso russo Gazprom che getta benzina sul fuoco. Il gruppo a controllo statale ha infatti affermato che i prezzi europei del gas potrebbero salire ancora del 60% a oltre 4.000 dollari per 1.000 metri cubi quest’inverno. A spingere le quotazioni del gas non sono solo gli annunci di Gazprom, che secondo le potenze occidentali sta limitando il flusso del Nord Stream 1 (ad appena il 20% della capacità) per precisa scelta e non per problemi di manutenzione. Sul rally della materia prima incidono infatti anche l’aumento dei prezzi spot del gas in Asia, la chiusura di impianti di produzione e trasporto di gas in Norvegia per manutenzione, l’aumento delle temperature, il calo della produzione eolica, idroelettrica e nucleare in diversi paesi europei.

Alle tensione geopolitiche si sono aggiunte infatti le problematiche causate dal clima, con le poche precipitazioni che hanno fatto crollare il livello del Reno, fiume che viene usato per il trasporto di merci e carburanti come carbone e benzina. Il livello delle acque nella strozzatura di Kaub, a ovest di Francoforte, è attualmente a 31 centimetri e dovrebbe rimanere in un intervallo di 31-34 centimetri nei prossimi giorni, secondo id ati delle autorità tedesche. Quando il livello dell’acqua scende sotto 40 centimetri diventa difficile e antieconomico per molte chiatte navigare il fiume. Gazprom ha ridotto la produzione di gas dall’inizio dell’anno del 13,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a 274,8 miliardi di metri cubi. Nel frattempo, le esportazioni di gas verso paesi non CSI sono diminuite del 36,2% o di 44,6 miliardi di metri cubi a 78,5 miliardi di metri cubi. L’export medio giornaliero di Gazprom ad agosto è aumentato del 3,3% rispetto a luglio a 213,3 milioni di metri cubi.

La crisi energetica continua anche a pesare sul sentiment degli investitori. L’indice ZEW tedesco ha continuato a diminuire ad agosto, segnalando un significativo peggioramento delle prospettive dell’economia nei prossimi mesi. “I tassi di inflazione ancora elevati e i costi aggiuntivi previsti per il riscaldamento e l’energia portano a una diminuzione delle aspettative di profitto per il settore dei consumi privati”, ha dichiarato l’anlista dello ZEW Michael Schroeder. Tra le poche notizie positive arrivate egli ultimi giorni c’è il fatto che gli impianti di stoccaggio del gas della Germania hanno raggiunto un livello di riempimento del 75%, due settimane prima del previsto. Le normative tedesche stabiliscono che le strutture di stoccaggio devono essere piene almeno al 75% il 1° settembre, all’85% il 1° ottobre e al 95% il 1° novembre.

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