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sabato 1 Ottobre 2022

Gas, l’aumento del prezzo può spingere l’Italia in recessione: lo studio Luiss

Milano – “Dopo la ragguardevole crescita del Prodotto interno lordo, ottenuta grazie anche all’azione di politica economica del governo Draghi, il prossimo anno la crescita dell’economia italiana sarà significativamente più bassa, per effetto di numerosi fattori di incertezza che si stanno accumulando e aggravano il rallentamento in corso. Senza efficaci risposte comuni europee, peraltro tutte da identificare, il drammatico aumento del prezzo del gas può precipitare l’economia in recessione”. È la premessa dalla quale parte l’ultimo policy brief della Luiss School of European Political Economy (SEP) di Ignazio Angeloni, Carlo Bastasin, Lorenzo Bini Smaghi, Valentina Meliciani, Stefano Micossi, Pier Carlo Padoan, Paola Parascandolo. “A partire dal 2021 – si legge in una sintesi del documento – l’Italia ha dimostrato di avere le potenzialità per una crescita sostenuta. La ripresa dei servizi è stata più vigorosa del previsto, alcuni settori manifatturieri hanno saputo rispondere alle difficoltà con nuovo dinamismo”.

“La capitalizzazione del sistema bancario e l’indebitamento contenuto di famiglie e imprese hanno garantito resilienza al sistema. Tuttavia – si sottolinea –, è probabile che fin dai prossimi mesi peggiori significativamente il differenziale tra il tasso di crescita dell’economia e il livello dei tassi d’interesse. Questo differenziale è di importanza cruciale per determinare la sostenibilità del debito pubblico italiano e quindi la stabilità finanziaria del paese. Le istituzioni europee – si legge ancora nel Policy brief Luiss – offrono all’Italia un duplice sostegno: dal lato dell’aumento dei tassi d’interesse, l’Italia potrà beneficiare dell’intervento della Banca Centrale Europea contro un eventuale incremento eccessivo dei differenziali dei tassi d’interesse; dal lato della crescita, la Commissione europea potrà erogare i fondi attesi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza”.

Entrambi questi benefici sono tuttavia condizionati al fatto che l’Italia confermi la strategia economica seguita nell’ultimo biennio. Sia l’intervento della BCE, sia quello della Commissione, richiedono infatti il rigoroso rispetto degli impegni assunti. Il richiamo a un’aderenza stretta agli impegni europei è infatti una delle principali raccomandazioni formulate. Secondo gli autori, la prossima Legge di Bilancio dovrà muoversi su un sentiero rigoroso. È necessario programmare la riduzione del debito pubblico e assicurare la piena capacità di realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sono molti i fattori di incertezza che gravano sulle prospettive economiche dei prossimi mesi, ma il rispetto degli impegni assunti consentirà di ricevere il sostegno delle istituzioni europee.

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