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sabato 1 Ottobre 2022

Gas ancora in rialzo, gara al risparmio dei governi europei

Milano – Ennesima giornata di rialzi per il prezzo del gas sulla piazza di Amsterdam, con i governi europei che continuano a prendere iniziative per riempire gli stoccaggi e delineare piani per la diminuzione dei consumi e potenziali razionamenti durante l’inverno. Il presidente del consiglio italiano, Mario Draghi, ha detto che la Commissione europea presenterà una riflessione su come slegare il costo dell’energia elettrica dal costo del gas. “Questo legame che c’è tra il costo dell’energia elettrica prodotta con le rinnovabili, e quindi acqua, sole, vento, e il prezzo massimo del gas ogni giorno è un legame che non ha più senso”, ha affermato durante un discorso al meeting di CL a Rimini. Il prezzo dei contratti futures del gas TTF (con scadenza a settembre), utilizzati dagli operatori come benchmark per il mercato europeo, hanno chiuso la seduta con un rialzo dell’8,1% a 290,9 euro/MWh, dopo aver toccato anche i 302 euro/MWh poco prima della fine delle contrattazioni. I future dei prossimi mesi, al momento, viaggiano su prezzi molto alti: 298 a novembre e 297 a dicembre, con una discesa molto lenta a 257 solo a partire da giugno 2023.

Era dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia che il prezzo del gas naturale non raggiungeva questo livello nell’intraday, il 7 marzo si era spinto fino al punto massimo di 345 euro al MWh, per poi riscendere attestandosi nelle scorse settimane attorno ai 200 euro. All’inizio del 2021, dopo le fasi piu’ dure della pandemia di Covid, con la contrazione di molte attivita’ economiche, i contratti si attestavano poco sopra i 25 euro al megawattora. Si tratta di prezzi di oltre dieci volte superiori allo stesso periodo dello scorso anno. A giugno i prezzi erano scesi a 84 euro/MWh, poco sopra i livelli pre-conflitto, per poi ripartire al rialzo sulla prospettive di un taglio totale delle forniture da parte della Russia. I prezzi del gas TTF sono diventati sensibili a ogni notizia che negativa. Nei giorni scorsi, ad esempio, sono stati spinti dall’annuncio di Gazprom della chiusura del gasdotto Nord Stream 1 per manutenzione dal 31 agosto al 2 settembre. Dietro alle motivazioni tecniche sulle riparazioni del gasdotto – la riparazione di uan turbina si trascina da mesi con il pezzo riparato in Canada e ora fermo in Germania – si staglia l’ombra della contesa politica tra Russia, Europa e Stati Uniti per il conflitto in Ucraina. Con Mosca che secondo alcuni analisti potrebbe usare lo strumento della riduzione delle forniture di gas all’Europa per rispondere alle sanzioni economiche imposte dall’Occidente.

Sul fronte europeo, il governo tedesco ha approvato oggi un pacchetto di misure per assicurare il risparmio energetico nel corso dell’inverno; se correttamente applicate, queste misure consentiranno di risparmiare gas nella misura del 2-2,5%. Il governo svizzero ha invece deciso di fissare, per il semestre invernale, un obiettivo volontario di risparmio di gas del 15%; la decisione è stata presa per evitare una situazione di penuria e considerando che nel settore del gas la Svizzera è totalmente dipendente dalle importazioni. Il Regno Unito per la prima volta a giugno non ha importato carburante dalla Russia, mentre le importazioni di merci sono crollate a 33 milioni di sterline, il livello più basso dal 1997, secondo i dati dell’Office for National Statics (ONS). Draghi ha ricordato che, a differenza di altri paesi europei, le forniture di gas russo in Italia “sono sempre meno significative”, e una loro eventuale interruzione avrebbe un impatto minore di quanto avrebbe avuto in passato. “Il livello di riempimento degli stoccaggi ha ormai toccato l’80%, in linea con l’obiettivo di raggiungere il 90% entro ottobre – ha spiegato – Il governo ha predisposto i necessari piani di risparmio del gas, con intensità crescente a seconda della quantità di gas che potrebbe venire eventualmente mancare”. Al Meeting di Rimini Draghi è tornato sulla sua proposta di un price cap europeo.

“Il governo italiano ha spinto molto a livello europeo per avere un tetto massimo al prezzo del gas russo che importiamo. Alcuni Paesi continuano a opporsi a questa idea, perché temono che Mosca possa interrompere le forniture”. Il premier sottolinea: “I frequenti blocchi nelle forniture di gas russo avvenuti quest’estate hanno dimostrato i limiti di questa posizione. Oggi l’Europa si trova con forniture incerte di gas russo e anche prezzi esorbitanti. La Commissione è al lavoro su una proposta che sarà presentata al prossimo Consiglio Europeo”. L’Italia ha bisogno di rimpiazzare 30 miliardi di gas provenienti dalla Russia. La maggior parte, 25 miliardi, derivano da accordi stipulati in questi mesi con altri Paesi, in particolare in Africa. Gli altri 5 miliardi saranno compensati da un maggior ricorso alle fonti rinnovabili e da misure di risparmio termico. Nelle scorse settimane il ministro della Transizione Energetica, Roberto Cingolani, ha parlato di una ipotesi di riduzione di 1 grado dei riscaldamenti, quindi con il tetto a 19, e taglio di un’ora della durata per edifici pubblici e abitazioni private. Un documento che basava i calcoli sul gas ad un prezzo medio di 205 MWh, ben al di sotto del picco attuale. Quale che sia il piano, l’attuazione spettera’ presumibilmente al prossimo governo.

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