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sabato 26 Novembre 2022

Finanza pubblica, ok a indebitamento per aiuti ma resta incertezza sul 2022

Milano – Sono tre gli elementi di incertezza che possono influenzare il miglioramento tendenziale del quadro di finanza pubblica del 2022: gli effetti sulla spesa per interessi di un andamento più sfavorevole del previsto dei tassi d’interesse e dell’inflazione; un’eventuale accelerazione nella seconda parte dell’anno dei costi effettivi dei bonus edilizi; il superamento delle criticità connesse con l’effettiva riscossione del contributo straordinario sugli extraprofitti delle imprese del comparto energetico”. È quanto indicato dall’Ufficio parlamentare di bilancio in un a memoria richiesta dalla commissione Bilancio del Senato, aggiungendo che per il triennio 2023-25 eventuali rischi emergono circa la persistenza del maggiore gettito 2022 e la dinamica di spesa pensionistica e spesa per interessi.

La Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), Lilia Cavallari, ha inviato infatti alla Commissione una memoria sulla Relazione al Parlamento con la quale il Governo ha richiesto – anche a fronte della prolungata fase di incremento dell’inflazione e delle difficoltà determinate dalla situazione internazionale corrente – l’autorizzazione a ricorrere all’indebitamento per finanziare tempestivamente ulteriori misure soprattutto a favore di famiglie e imprese. Nella memoria, l’Upb ha sottolineato inoltre l’incertezza sulle prospettive dell’economia mondiale, il protrarsi del conflitto tra Russia e Ucraina, le tensioni sui mercati delle materie prime e le ripercussioni sulle dinamiche dei prezzi, la stretta delle banche centrali e la volatilita’ dei mercati valutari. “Il ciclo economico si indebolisce e si prospetta un deciso peggioramento della fase ciclica nella parte finale dell’anno”, si legge nel documento.

In questo contesto, le stime dell’Upb nella Nota sulla congiuntura di inizio agosto, stimano una crescita nel 2022 intorno a 3 punti percentuali, in linea il Def, ma sta in questi giorni predisponendo un nuovo quadro macroeconomico per la validazione dello scenario tendenziale della Nadef. “Pur ritenendo che l’eccezionalità dell’attuale fase economica e geopolitica giustifichi l’ulteriore intervento urgente del Governo – si legge nella parte conclusiva del documento –, occorre tuttavia sottolineare che quanto riportato nella Relazione in esame è basato su una previsione di crescita del PIL 2022 identica a quella del DEF. Mancano, tuttavia, informazioni rilevanti sul quadro macroeconomico e di finanza pubblica dell’anno in corso e dei successivi, che dovrebbero essere rese disponibili in occasione della NADEF. Al momento, dunque, non è possibile fornire una valutazione puntuale dei saldi di finanza pubblica”.

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