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giovedì 30 Giugno 2022

FED, l’effetto controproducente dei tassi su ricchezza e consumi

Milano – “Ora sento dire comunemente che l’inflazione è il grande problema, quindi la FED deve stringere (la politica monetaria, ndr) per combattere l’inflazione, il che renderà le cose di nuovo buone una volta che l’inflazione sarà sotto controllo. Credo che questo sia ingenuo e incoerente con il modo in cui funziona la macchina economica”. Lo ha affermato Ray Dalio, a capo del più grande hedge fund al mondo (Bridgewater) in un post su LinkedIn.

“Questo perché quella visione si concentra solo sull’inflazione come problema e vede l’inasprimento della FED come un’azione a basso costo che migliorerà le cose quando l’inflazione andrà via, ma non è così”, ha spiegato, portando due argomentazioni. La prima è che “i prezzi aumentano quando l’importo della spesa aumenta di più delle quantità di beni e servizi venduti, mentre la seconda è che il modo in cui le banche centrali combattono l’inflazione è sottraendo denaro e credito a persone e aziende per ridurre la loro spesa”.

Inoltre, le banche centrali “tolgono il potere d’acquisto aumentando i tassi di interesse, il che aumenta la quantità di denaro che deve essere utilizzata per pagare gli interessi e diminuisce la quantità di denaro che va per la spesa”. Nelle sue conclusioni afferma che “non c’è nulla che la FED possa fare per combattere l’inflazione senza creare debolezza economica”, “è probabile che la crescita del credito privato dovrà contrarsi, indebolendo l’economia” e che “nel lungo periodo la FED molto probabilmente traccerà una via di mezzo che assumerà la forma di stagflazione”.

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