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domenica 3 Luglio 2022

Fed aumenta tassi di 25 punti, verso altri 6 rialzi nel 2022

Milano – Come da attese, la Federal Reserve ha approvato ieri sera il primo aumento dei tassi in oltre tre anni, con l’aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari che si trova ad esacerbare un contesto d’inflazione già profondamente problematico. Il Federal Open Market Committee (FOMC ) della banca centrale statunitense ha deciso di aumentare l’intervallo obiettivo per il tasso sui federal funds a 0,25-0,50%, pari a un aumento di 25 punti base. Inoltre, il comitato di politica monetaria prevede che “continui aumenti dell’intervallo obiettivo saranno appropriati”. Ciò apre la strada per altri sei rialzi dei tassi nel corso del 2022.

Inoltre, il FOMC prevede di iniziare a ridurre la quantità che possiede di titoli del Tesoro e titoli di debito di agenzie e titoli garantiti da ipoteche di agenzie in una prossima riunione. I banchieri centrali guidati da Jerome Powell hanno votato 8-1 per portare il loro tasso chiave a un intervallo target compreso tra lo 0,25% e lo 0,5%, il primo aumento dal 2018. L’unico a votare contro è stato il presidente della FED di St. Louis, James Bullard, che era a favore di un aumento di 50 punti base, il primo voto contrario a una decisione da settembre 2020.

Nel valutare l’atteggiamento appropriato della politica monetaria, il Comitato continuerà a monitorare le implicazioni delle informazioni in entrata per le prospettive economiche, si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione di politica monetaria. “Il comitato sarebbe disposto ad adeguare opportunamente l’orientamento della politica monetaria qualora emergessero rischi che potrebbero impedire il raggiungimento degli obiettivi”, viene sottolineato.

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia “sta causando enormi difficoltà umane ed economiche”, secondo le FED. Le implicazioni per l’economia statunitense sono giudicate “molto incerte”, ma nel breve termine è probabile che l’invasione e gli eventi correlati creino ulteriori pressioni al rialzo sull’inflazione e peseranno sull’attività economica. Nel cosiddetto dot plot, la proiezione mediana dei funzionari prevede che il tasso di riferimento finisca il 2022 a circa l’1,9%, per poi salire a circa il 2,8% nel 2023. Hanno stimato un tasso del 2,8% nel 2024, l’ultimo anno delle previsioni.

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