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domenica 22 Maggio 2022

Eurozona, la crescita accelera nonostante i prezzi record

Milano – Ad aprile, la crescita economica dell’eurozona è accelerata grazie al rilancio del settore terziario che, beneficiando dell’allentamento delle restrizioni anti Covid-19 ha contribuito a compensare una produzione manifatturiera vicina allo stallo. Anche le assunzioni sono aumentate e le previsioni di attività per i prossimi 12 mesi si sono risollevate dai minimi in 17 mesi di marzo. La fiducia ha tuttavia mantenuto ritmi attenuati rispetto ai valori standard a causa delle preoccupazioni generate dalla guerra in Ucraina, dei prezzi in aumento e degli effetti pandemici a lungo termine che hanno continuato a frenare l’ottimismo, soprattutto nel settore manifatturiero. I prezzi di acquisto di aprile di beni e servizi sono nel frattempo aumentati a ritmi senza precedenti segnando un altro incremento quasi record dei costi sostenuti dalle aziende, suggerendo che l’inflazione salirà ancora.

Dalla lettura dei dati preliminari flash, l’Indice principale PMI S&P Global Composito dell’Eurozona è salito ad aprile a 55,8 da 54,9 di marzo, segnalando il più forte tasso di espansione da settembre. Similmente, la crescita dei nuovi ordini è accelerata mostrando un rilancio delle condizioni della domanda, nonostante abbia segnato il secondo mese consecutivo di calo delle esportazioni di beni e servizi. Le tendenze di crescita dei settori hanno indicato ritmi molto diversi. L’attività economica terziaria è aumentata al tasso più veloce da agosto grazie al calo dei contagi da Covid-19 e l’associato allentamento delle restrizioni. Secondo l’Indice S&P Global di Contenimento del Covid19, aprile ha indicato la riduzione delle misure anti pandemiche al valore minore dall’inizio della pandemia.

Sostenuto dalla ripresa della domanda, anche il flusso dei nuovi ordini ricevuti dai servizi ha indicato il più rapido aumento da agosto. Questo rialzo è stato guidato dal boom dell’attività turistica e ricreativa che ha indicato un’impennata senza precedenti. Al contrario, la crescita della produzione manifatturiera di aprile è diminuita quasi allo stallo, registrando l’espansione minore dal secondo trimestre 2020, ovvero da inizio pandemia. Il settore auto è stato particolarmente colpito indicando un calo netto ed elevato della produzione, e comunque anche tutti gli altri principali settori produttivi, tranne quelli dei beni tecnologici, hanno riportato espansioni più lente, stagnazioni o vere e proprie contrazioni.

“I dati di aprile hanno osservato una ripresa dell’economia dell’eurozona a due velocità” – commenta Chris Williamson, Chief Business Economist presso la IHS Markit -. La debolezza del settore manifatturiero – aggiunge – rappresenta la preoccupazione maggiore poiché mostra un’economia che non lavora a pieno regime. Allo stesso modo, il sempre crescente costo della vita suggerisce che la crescita del settore dei servizi potrebbe rallentare drasticamente allo svanire dell’euforia iniziale della riapertura delle economie. I responsabili delle politiche decisionali potrebbero tuttavia adottare un atteggiamento più aggressivo, rispecchiando la persistenza di pressioni inflazionistiche senza precedenti, in un momento di crescita forte e incoraggiante dell’economia”.

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