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lunedì 5 Dicembre 2022

Eurozona, Goldman: da quantitative tightening effetti limitati su rendimenti bond

Milano – Goldman Sachs prevede che il quantitative tightening (QT), l’operazione con cui le banche centrali riducono le dimensioni del proprio bilancio, avrà “effetti gestibili sui rendimenti dei titoli di stato core” dell’Eurozona, riflettendo il modesto “stock effect” derivante dalla stretta sui bilanci. Ciò rispecchia l’opinione della banca d’affari secondo cui il QT in altre economie avanzate (inclusi gli Stati Uniti) avrà piccoli effetti sui rendimenti obbligazionari, dove gli “stock effect” in genere superano di gran lunga i “flow effect”. Le stime suggeriscono anche che gli effetti del deflusso di bilancio potrebbero essere “piuttosto consistenti nei mercati periferici, soprattutto durante i periodi di stress del mercato”. Questi rialzi maggiori, a loro volta, potrebbero potenzialmente alimentare le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito nell’Europa meridionale, dato il rallentamento della crescita e l’aumento dei rendimenti core.

Mentre il Consiglio direttivo aumenta rapidamente i tassi ufficiali per raffreddare l’inflazione, è iniziato il dibattito sul QT, con la presidente della BCE Lagarde che ieri ha affermato che “la discussione è iniziata”, mentre in precedenza aveva indicato che il QT sarà preso in considerazione quando i tassi ufficiali saranno “normalizzati”. Il Consiglio direttivo reinveste attualmente il montante dei titoli che ha acquistato tramite i programmi PSPP e PEPP per mantenere invariato il suo bilancio di 4,4 trilioni di euro. Goldman Sachs prevede che i funzionari della BCE continueranno a reinvestire nell’ambito del PEPP, a cui è stata concessa la flessibilità per contrastare il rischio di frammentazione correlato alla pandemia, ma si aspettano che il dibattito su una fine anticipata del reinvestimento nell’ambito del PSPP si intensifichi nei prossimi mesi.

Goldman Sachs ha studiato le potenziali implicazioni del QT utilizzando tre scenari, tra cui (1) deflusso passivo del PSPP (che implica una riduzione annua di circa 250 miliardi di euro, o il 2% del PIL dell’area euro), (2) deflusso di bilancio limitato e (3) contrazione accelerata del bilancio (con la chiusura combinata di PSPP e PEPP o riduzione del PSPP con vendite attive di asset). Dalla ricerca emerge che il QT con il deflusso passivo del PSPP aumenterebbe i rendimenti obbligazionari core a 10 anni di circa 6 pb nel 2023 (dati gli effetti “stock” limitati della stretta sui bilanci), mentre i tassi nella periferia potrebbero aumentare di circa 15 pb (che riflette un maggiore “stock” e “flussi” nel Sud Europa). Gli effetti stimati sono limitati a 4-11 pb con deflusso limitato, ma salgono a 11-30 pb nello scenario hawkish con una liquidazione del bilancio più rapida.

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