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lunedì, Ottobre 25, 2021

Europa, c’è aria di ottimismo per la ripresa economica. In Italia +5% per 2021

Arrivano buone notizie dalla Commissione europea che, in giornata odierna, ha espresso nuovamente ottimismo sulla ripresa economica, in particolare nella zona euro, dato il superamento delle aspettative per il primo trimestre dell’anno. In Italia è prevista una crescita del 5% nel 2021

Secondo le previsioni economiche provvisorie dell’estate 2021, l’economia nell’UE e nell’area dell’euro dovrebbe espandersi del 4,8% quest’anno e del 4,5% nel 2022. Rispetto alle precedenti previsioni, il tasso di crescita per il 2021 è significativamente più alto nell’UE (+0,6 pp.) e nell’area dell’euro (+0,5 pp.), mentre per il 2022 è leggermente superiore in entrambe le aree (+0,1 pp.). Si prevede anche che il PIL reale tornerà ai livelli pre-crisi nell’ultimo trimestre del 2021 sia nell’UE che nella zona euro.

La crescita dovrebbe rafforzarsi a causa di diversi fattori. In primo luogo, l’attività nel primo trimestre dell’anno ha superato le aspettative. In secondo luogo, un’efficace strategia di contenimento del virus e progressi con le vaccinazioni hanno portato a un calo del numero di nuove infezioni e ricoveri, che a loro volta hanno permesso agli Stati membri dell’UE di riaprire le loro economie nel trimestre successivo. Questa riapertura ha beneficiato in particolare le imprese del settore dei servizi. Inoltre, vi sono prove di una ripresa dell’attività turistica intra-UE, che dovrebbe beneficiare ulteriormente dell’entrata in vigore del nuovo certificato digitale COVID dell’UE a partire dal 1° luglio. Insieme, questi fattori dovrebbero superare l’impatto negativo delle carenze temporanee di input e dell’aumento dei costi che colpiscono parti del settore manifatturiero.

In aggiunta, vi è la questione del Recovery and Resilience Facility (RRF), che dovrebbe fornire un contributo significativo alla crescita. La ricchezza totale generata dall’RRF nell’orizzonte di previsione dovrebbe essere pari a circa l’1,2% del PIL reale dell’UE nel 2019. L’entità attesa del suo impulso alla crescita rimane sostanzialmente invariata rispetto alla precedente previsione, in quanto le informazioni provenienti dai Piani di Risanamento e Resilienza ufficialmente presentate negli ultimi mesi confermano sostanzialmente la valutazione effettuata in primavera.

Anche la previsione per l’inflazione quest’anno e il prossimo è stata rivista al rialzo. Si prevede che quest’anno l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, i colli di bottiglia della produzione dovuti a vincoli di capacità e la carenza di alcuni componenti di input e materie prime, nonché una forte domanda sia in patria che all’estero eserciteranno una pressione al rialzo sui prezzi al consumo. Nel 2022, queste pressioni dovrebbero attenuarsi gradualmente man mano che i vincoli alla produzione vengono risolti e la domanda e l’offerta convergono. Di conseguenza, l’inflazione nell’UE è ora prevista in media del 2,2% quest’anno (+0,3 punti percentuali rispetto alle previsioni di primavera) e dell’1,6% nel 2022 (+0,1 punti percentuali). Nell’area dell’euro l’inflazione è prevista in media all’1,9% nel 2021 (+ 0,2 p.p.) e all’1,4% nel 2022 (+0,1 p.p.).

Senza dubbio vi è ancora un alone di incertezza che circonda le prospettive di crescita. Ad esempio, i rischi posti dall’emergere e dalla diffusione delle varianti del virus COVID-19 sottolineano l’importanza di accelerare ulteriormente il ritmo delle campagne di vaccinazione. I rischi economici riguardano in particolare la risposta delle famiglie e delle imprese ai cambiamenti delle restrizioni. L’inflazione potrebbe risultare superiore alle previsioni, se i vincoli di offerta sono più persistenti e le pressioni sui prezzi sono trasferite più fortemente sui prezzi al consumo. “L’economia europea sta tornando alla grande con tutti i pezzi giusti che vanno a posto” – ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis – “Le nostre economie sono state in grado di riaprire più velocemente del previsto grazie a un’efficace strategia di contenimento e ai progressi con le vaccinazioni. Il commercio ha retto bene e anche le famiglie e le imprese hanno dimostrato di essere più flessibili del previsto. Dopo molti mesi di restrizioni, la fiducia dei consumatori e il turismo sono entrambi in aumento, anche se la minaccia di una nuova variante dovrà essere gestita con attenzione per rendere i viaggi sicuri. Questa previsione incoraggiante è anche grazie alle scelte politiche giuste fatte al momento giusto e tiene conto del grande impulso che il Recovery and Resilience Facility fornirà alle nostre economie nei prossimi mesi”.

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