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domenica 22 Maggio 2022

Energia, la crisi ucraina può spingere gli investimenti sulle fonti rinnovabili

Milano – In questo momento in cui l’Europa si interroga su come ridurre la sua dipendenza energetica “noi vediamo un aumento degli investimenti nelle rinnovabili che, affiancate da una semplificazione amministrativa, potrebbero portare nel nostro paese a un forte sviluppo per il fotovoltaico, eolico e dell’idroelettrico”. Lo sottolinea all’Adnkronos Marco Sella, partner dello studio legale Macchi di Cellere Gangemi, consulente diritto internazionale dell’energia ed esperto di arbitrati internazionali.

Questo – aggiunge – “porterebbe a un incremento della produzione nazionale, che potrebbe non bastare” a superare nel breve termine le carenze provocate dallo stop alle forniture russe “ma sarebbe un passo in avanti verso gli obiettivi individuati dall’Europa” in materia di lotta al cambiamento climatico, “un’Europa che peraltro è già il continente più ‘virtuoso’ “ in materia di taglio delle emissioni. “E’ una transizione che ha un costo”, spiega l’esperto “ma non bisogna dimenticare che chi si occupa di ambiente e clima ha fornito scenari non incoraggianti” che giustificano anche sacrifici .

Quanto al mercato attuale, osserva Sella, “oggi è il mercato che fa il prezzo” anche se “gli aumenti dei prodotti energetici sono iniziati già prima del conflitto”. Adesso – conclude – resta “da vedere se nello scenario post-conflitto ci saranno spostamenti di ‘assi’” sul mercato energetico “con la ricerca di importazioni di idrocarburi da paesi diversi dalla Russia ma anche rivalutando le risorse domestiche

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