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sabato 28 Maggio 2022

Descalzi: “Eni non pagherà gas russo in rubli”, e scava in Angola

Milano – “L’Eni non pagherà il gas russo in rubli”. Lo ha affermato l’amministratore delegato del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, in un evento a Dubai. “Eni non ha rubli. I contratti prevedono il pagamento del carburante in euro e i contratti dovrebbero essere modificati per cambiare i termini”, ha detto Descalzi, sottolineando che “l’Europa dovrebbe guardare all’Africa per più forniture di gas”. “La richiesta della Russia di esportare il suo gas naturale essere pagato in rubli è un problema per i mercati energetici perché sta causando volatilità nei prezzi ed è molto difficile pagare quella valuta”, ha poi detto Descalzi, secondo quanto riporta Bloomberg, ricordando che: “L’Europa non ha proprie risorse energetiche e non ha sufficiente capacità di rigassificazione del GNL per soddisfare la richiesta”. “L’Europa è una scatola vuota quando si tratta di energia”, ha aggiunto.

Nel frattempo, Eni annuncia un significativo aumento delle risorse del campo di Ndungu in Angola. Il pozzo Ndungu 2, situato a circa 130 km al largo della costa, è stato perforato 5 km a ovest del pozzo di scoperta Ndungu 1, incontrando uno spessore netto di 40 m mineralizzati ad olio leggero ed ha confermato la comunicazione idraulica con il pozzo di scoperta. È stata eseguita un’intensa campagna di acquisizione dati per valutare il potenziale complessivo della scoperta, ma i dati preliminari raccolti su Ndungu 2 consentono di stimare un volume di 800 –1000 milioni di barili di petrolio equivalente in posto rispetto agli iniziali 250 – 300 milioni.

Questo fa di Ndungu, insieme ad Agogo, il maggiore accumulo scoperto nel Blocco 15/06 dalla sua assegnazione. Il Blocco è operato da Eni Angola (36,84%) in JV con Sonangol Pesquisa e Produção (36,84%) e SSI Fifteen Limited (26,32%). L’impegno sistematico e continuo nella Infrastructure-Led Exploration condotto da Eni e dai suoi partner negli ultimi tre anni, con il pieno supporto di ANPG e delle Autorità angolane, ha fatto leva su tecnologie all’avanguardia, permettendo di scoprire potenziali aggiuntivi significativi nelle complesse trappole strutturali e stratigrafiche del Blocco 15/06. La fase di early production di Ndungu è iniziata lo scorso febbraio con un primo pozzo produttore; un secondo pozzo di produzione è previsto nel 4° trimestre 2022. Lo sviluppo completo di Ndungu sarà ora potenziato grazie a questo significativo aumento della base di risorse.

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