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domenica 3 Luglio 2022

Enegia: Eni ridimensiona utile Netto, Enel conferma dividen policy

Milano – Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio di esercizio di Eni per il 2021 che chiudono rispettivamente con l’utile netto di 5.821 milioni e l’utile netto di 7.675 milioni. I dati del bilancio 2021 – spiega la società – hanno recepito alcuni adeguamenti di minore rilevanza rispetto al comunicato stampa del preconsuntivo diffuso il 18 febbraio 2021 per, essenzialmente, riflettere il completamento del processo di approvazione del piano di Gruppo e la stima del risultato del quarto trimestre della joint venture Saipem a seguito del differimento dei tempi di approvazione del bilancio della partecipata. Pertanto, l’utile netto del bilancio consolidato si ridetermina in 5.821 milioni contro i 6.128 milioni del preconsuntivo.

Il Consiglio ha deliberato di proporre all’Assemblea la distribuzione del dividendo di 0,86 euro per azione per l’esercizio 2021, di cui 0,43 distribuiti in acconto nel settembre 2021. Il dividendo a saldo di 0,43 euro per azione sarà messo in pagamento a partire dal 25 maggio 2022 con stacco cedola il 23 maggio 2022. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre convocato l’Assemblea degli Azionisti per l’11 maggio 2022 in unica convocazione, per deliberare, tra l’altro, sull’approvazione del bilancio di esercizio 2021 e sull’attribuzione dell’utile.

L’altro colosso energetico italiano, Enel, ha presentato invece i risultati 2021 che evidenziano una crescita di utile ed EBITDA sulla parte alta della guidance ed una solida performance operativa in tutti i business in cui il Gruppo è presente. Il 2021 ha evidenziato anche una visibile accelerazione della crescita delle rinnovabili con 5,1 GW aggiuntivi. L’esercizio – ha spiegato l’Ad Francesco Starace in conference call – è stato caratterizzato da una buona crescita post-pandemia, ma anche da “venti contrari” che hanno condizionato il business.

“Appare ormai evidente il ruolo fondamentale che le utilities hanno nella gestione dei repentini cambiamenti del settore energetico ed e’ in questa direzione che va la nostra strategia, incentrata su decarbonizzazione ed elettrificazione”, ha dichiarato il manager, ribadendo la volontà di “cogliere tutte le opportunità” che dovessero presentarsi ed “accelerare gli investimenti nelle rinnovabili, che garantiscono una fonte di energia stabile, sicura e competitiva”.

Starace ha anche confermato una politica dei dividendi chiara e prevedibile e l’impegno a distribuire agli azionisti un dividendo di 0,40 euro nel 2022 (+12% sul 2020) dagli 0,38 euro distribuiti nel 2021. Fra il 2021 ed il 2024 è prevista una crescita del dividendo del 13% fino a 0,43 euro e Starace ha chiarito “non vediamo un cambio della dividend policy a causa dell’attuale di turbolenza”.

L’Ad di Enel ha anche risposto a delle domande sull’impatto che la Russia avrà sul business. A proposito delle forniture ha spiegato che Enel non ha forniture dalla Russia e in ogni caso sono coperte per il 90% da contratti di lungo periodo. A proposito degli asset russi, il manager ha detto che una decisione “sarà resa fra qualche mese” e che comunque rappresentano una “porzione molto limitata del business”. Gli investimenti previsti dal Piano – ha aggiunto – sono stimati in appena 40 milioni.

Starace ha smentito anche la possibilità di riaprire le centrali a carbone in Italia confermando che il Gruppo porterà avanti come previsto il processo di decarbonizzazione tracciato. L’Ad di Enel ha infine confermato la prospettiva di una IPO o un collocamento della società impegnata nella mobilità elettrica, affermando “decideremo nei prossimi mesi”.

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