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giovedì, Ottobre 21, 2021

Elezioni tedesche, Candriam: limitato impatto a breve termine sui mercati europei

Il risultato delle elezioni generali in Germania implica continuità in una politica finanziaria ed economica moderata poiché una probabile coalizione tripartita dovrebbe riunirsi attorno a un programma centrista. Ciò dovrebbe limitare i movimenti relativi sia delle azioni sia dei rendimenti del Bund.

A tal proposito condividiamo il commento di Stefan Keller, Senior Asset Allocation Strategist di CANDRIAM.

“Ci vorranno diverse settimane per conoscere la composizione del nuovo governo, compreso il nome del nuovo cancelliere. L’attuale governo guidato da Angela Merkel si occuperà delle questioni necessarie fino al giuramento di una nuova coalizione. Prevediamo che ciò avvenga prima della fine dell’anno, poiché la Germania avrà la presidenza del G7 nel 2022.

Il prossimo cancelliere deve costruire una maggioranza in Parlamento

Gli scenari più probabili per quanto riguarda la nuova coalizione di governo sono due: o un governo guidato dalla SPD (il cosiddetto “Semaforo”) con cancelliere Olaf Scholz, che ha migliorato il suo risultato di 5,2 punti rispetto alle elezioni del 2017, o un governo conservatore guidato dalla CDU (la cosiddetta coalizione “Giamaica”) sotto la guida di Armin Laschet, che invece ha perso 8,9 punti e ha fatto registrare il peggior risultato dal dopoguerra per il suo partito. Chiunque venga eletto, la coalizione dovrebbe includere i Verdi e i liberali pro-mercato dell’FDP. Un proseguimento dell’attuale “Grande coalizione” tra la CDU di centro-destra e la SPD di centro-sinistra è possibile dal punto di vista dei numeri, ma è chiaro che manca la volontà politica, poiché è improbabile che la CDU accetti di ricoprire un ruolo minoritario in un governo guidato da Olaf Scholz e dall’SPD.

I junior partner Verdi e FDP devono trovare un accordo sulle loro differenze… e sul cancelliere

In un Parlamento più frammentato, in cui circa tre quarti dei parlamentari non appartengono al partito del cancelliere, il ruolo dei junior partner sta acquisendo più importanza. Questa situazione era già nota in altri Paesi europei, come l’Italia e la Spagna, ma rappresenta una novità significativa per la Germania.

Tradizionalmente, i colloqui di coalizione tedeschi per formare un governo federale terminano con un “contratto di coalizione”, che definisce l’agenda politica e le responsabilità dei ministeri per i successivi quattro anni. Il prossimo cancelliere deve quindi trovare dei compromessi che permettano a tutti i partiti che entrano nella coalizione di supportarlo.

Il partito dei Verdi e l’FDP concordano su pochissimi temi politici chiave, e sono in disaccordo su moltissimi altri argomenti. Nei prossimi giorni ci aspettiamo che i colloqui bilaterali più difficili saranno quindi quelli tra i due prossimi junior partner, che hanno posizioni divergenti su alloggi, politiche del mercato del lavoro, regole fiscali e politiche europee. Ma, alla luce del risultato elettorale, i Verdi e FDP sceglieranno il cancelliere.

I prossimi colloqui di una possibile coalizione metteranno a rischio l’equilibrio politico e stabiliranno l’agenda futura

Il risultato delle elezioni federali tedesche è stato in linea con gli ultimi sondaggi, che prevedevano un risultato “too close to call”. C’è un po’ di sollievo per il fatto che non si sia materializzato il rischio di coda di una partecipazione del partito di sinistra Linke a un governo di coalizione.

Tra gli scenari politici, bisogna considerare che il partito dei Verdi ha maggiori compatibilità con gli altri ed è probabile che preferisca essere junior partner in un governo guidato dalla SPD piuttosto che in un governo guidato dalla CDU/CSU, mentre la FDP preferirebbe il contrario.

Una coalizione guidata dall’SPD dovrebbe puntare, insieme al partito dei Verdi, su una maggiore spesa fiscale, una riforma del patto di stabilità e di crescita dell’UE l’anno prossimo, ma con una politica meno austera, mentre l’FDP probabilmente rimarrebbe attenta a mantenere le strette regole fiscali.

Una coalizione guidata dalla CDU dovrebbe spingere insieme alla FDP per una modernizzazione rapida dell’economia e dell’amministrazione, compresa la necessaria digitalizzazione, mentre il partito dei Verdi rimarrebbe attento nel monitoraggio della transizione climatica.

Di solito il partito con più voti inizia le trattative per la coalizione. Questa volta saranno i junior partner a dover prima risolvere i loro disaccordi. Il passo successivo sarà poi quello di entrare formalmente nei negoziati di coalizione. Durante questa fase (probabilmente a partire da ottobre) potrebbe presentarsi una fase di volatilità temporanea, se uno dei junior partner decidesse di allontanarsi dai negoziati, come accadde nel 2017. Questo porterebbe probabilmente a una nuova grande coalizione, che oggi nessuno vuole davvero.

Il voto di ieri non ha risposto alla domanda sulla possibile leadership tedesca nell’Unione Europea. Ci aspettiamo che il nuovo governo si insedi e giuri entro la fine dell’anno, così da essere pronto per assumere la presidenza del G7 nel 2022 e lavorare con il suo vicino più prossimo durante la presidenza francese dell’Unione Europea nel primo semestre dell’anno prossimo.

Solo nelle settimane a venire, una volta che saranno iniziati ufficialmente i negoziati sulla coalizione fra i tre partiti, si deciderà sulla volontà o meno di supportare un ampliamento della libertà di azione nelle prossime discussioni sulle riforme fiscali nell’Eurozona”.

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