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domenica 2 Ottobre 2022

Cybersecurity, la crescita del settore anti hacker e le sfide future dell’IA

Milano – “L’intelligenza artificiale può aiutare a difendersi meglio dagli attacchi informatici, sempre più frequenti nel nostro Paese ai danni soprattutto di giovanissimi e anziani”. Ad affermarlo è Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foundation, nell’annunciare la decima tappa del Tour 2022 del progetto culturale ‘Libere di… Vivere’, che si svolgerà a Courmayeur da giovedì 1 a sabato 3 settembre in collaborazione con il Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, Courmayeur Mont Blanc e l’associazione Pourparler, con il patrocinio del Comune di Courmayeur, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Commissione Ue, ASviS, Pubblicità Progresso e Inclusione Donna. Secondo l’ultimo rapporto Censis sulla sicurezza informatica, ricorda Segre, “al 64,6% di cittadini e imprese è capitato di essere bersaglio di e-mail ingannevoli per estorcere dati sensibili.

L’European Union Agency for Cybersecurity nel suo ultimo focus mette in guardia sulla minaccia derivante da attacchi ransomware in cui l’Italia è tra i Paesi più a rischio, al quarto posto dietro Stati Uniti, Germania e Francia. Nel corso del 2021 il Cnaipic, Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della Polizia postale, ha gestito 5.434 attacchi informatici significativi, in media 15 al giorno, ai danni di servizi informatici di sistemi istituzionali, infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale, infrastrutture sensibili di interesse regionale, grandi imprese. Sono 110.524 gli alert di sicurezza riferibili a minacce per sistemi informatici/telematici oggetto di tutela del Centro”. Nella tre giorni di appuntamenti, filo conduttore di quest’anno è la cybersecurity come risposta alla dimensione digitale della violenza di genere.

Di ieri l’elaborazione di Unioncamere-InfoCamere, pubblicata sull’ultimo numero del magazine digitale “Unioncamere, economia e imprese”. Le imprese anti-hacker italiane sono ormai sopra quota 3mila unità e continuano a crescere. Il settore della cybersecurity negli ultimi nove mesi ha messo a segno un incremento superiore al 5%, dopo il vero e proprio balzo fatto registrare nel biennio 2018-2020 (+32%). lo scorso anno è proseguito anche l’aumento nel numero degli addetti (+700 tra il 2020 e il 2021), passati da 28.400 a 29.100 unità, corrispondenti a una media attuale di 9 addetti per azienda.

La concentrazione più elevata di queste imprese – fa sapere Unioncamere – si registra nel Lazio, dove al 30 giugno scorso avevano sede 708 imprese (il 22% del totale). Al secondo posto c’è la Lombardia (con 581 imprese). Seguono, per diffusione di imprese anti-hacker, Campania, Sicilia e Veneto (con, rispettivamente, 317, 216 e 209 imprese). Sul fronte degli addetti, le imprese che hanno creato più opportunità di lavoro sono localizzate in Lombardia, Lazio e Trentino Alto Adige che, con i loro 18mila addetti, rappresentano il 62% di tutto il settore. La Campania, al sesto posto in questa classifica, è la prima tra le regioni del Mezzogiorno con 1.461 addetti e il 5% del totale.

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