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domenica 1 Agosto 2021

Credito, Crif: il 38% delle imprese già in crisi prima dell’arrivo dell’epidemia

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Un’analisi di Crif Ratings sottolinea come una buona fetta delle imprese italiane alle prese con l’emergenza Covid, partivano da situazioni di liquidità già delicate

La pandemia da Covid-19 ha generato uno shock economico senza precedenti, che ha colpito immediatamente e duramente il tessuto economico nazionale. 

Secondo Crif  Ratings, il 38% delle imprese colpite dalla crisi pandemica presentava una disponibilità di cassa in grado di coprire meno del 50% dei debiti finanziari a breve termine in scadenza, cui va aggiunto un ulteriore un 8% privo di particolari margini di manovra. 

Peraltro, le imprese maggiormente in difficoltà si concentravano tipicamente nei settori più ciclici ed esposti alle dinamiche dei consumi, che non a caso sono anche quelli più colpiti dalla pandemia.

Nell’ultimo anno il rallentamento del ciclo economico ha fortemente condizionato l’andamento dei flussi di cassa delle imprese e questo ha contribuito a stimolare le richieste di credito per soddisfare il bisogno di liquidità, che sono complessivamente cresciute del +24,5% rispetto al 2019 per poi accelerare nel I trimestre 2021 (+62%).

In questa delicata fase del ciclo economico, a conferma di quanto sia fondamentale il ruolo dei consorzi di garanzia va sottolineata l’ulteriore incremento delle richieste di credito da parte dei confidi, che nei primi tre mesi dell’anno sono cresciute del +8,8% rispetto al corrispondente periodo del 2020. 

Al contempo, va sottolineato come l’importo medio delle richieste sia cresciuto del +28,2%. Se le richieste di importo inferiore ai 5.000 euro hanno una incidenza minoritaria, pari al 17,2% del totale, va sottolineato come oltre la metà delle istruttorie si caratterizzi per un valore superiore ai 20.000 euro, con la classe superiore ai 50.000 euro che da sola rappresenta il 32,2% del totale.

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