15.8 C
Milano
martedì, Settembre 21, 2021

Cina, sospese circa 40 IPO per indagini normative

Nel mese di agosto (in realtà nelle ultime settimane del mese) le borse cinesi hanno interrotto più di 40 offerte pubbliche iniziali (IPO) a Shanghai e Shenzhen a causa di un’indagine normativa su diversi intermediari nelle trattative. A riportare la notizia sono stati i media cinesi.

La borsa di Shenzhen avrebbe sospeso più di 30 IPO, compresi i piani di vendita di azioni pubbliche da parte dell’unità di chip di BYD Co, a partire dal 18 agosto. La borsa di Shanghai avrebbe invece bloccato otto IPO mirate al mercato STAR della città incentrato sulla tecnologia a partire dal 19 agosto.

Le società attribuiscono l’interruzione delle IPO a un’indagine della China Securities Regulatory Commission (CSRC) su intermediari, tra cui Tian Yuan Law Firm con sede a Pechino, China Dragon Securities Co e CAREA Assets Appraisal Co.

“Questa è un’ulteriore prova che le società private in realtà non esistono nella Repubblica popolare cinese – sono tutte sotto il controllo del Partito comunista cinese”, ha dichiarato il rappresentante degli Stati Uniti Michael McCaul. “Qualsiasi azienda che opera nella RPC deve rispondere al PCC, minacciando la trasparenza degli investitori, la privacy dei consumatori e la sicurezza nazionale”, ha aggiunto.

Il controllo più rigoroso sulle IPO arriva mentre Pechino lancia una raffica di repressioni normative contro svariati settori, dal mondo di internet all’istruzione privata. Questa mattina il governo cinese ha anche dichiarato che rafforzerà il controllo sulle società di contabilità e revisione in una lotta contro la contraffazione finanziaria, assicurando “tolleranza zero” verso le cattive condotte; secondo le autorità cinesi le società di revisione non hanno svolto a dovere il loro ruolo di supervisione favorendo numerose frodi e falsificazioni contabili.

Nel mese di agosto (in realtà nelle ultime settimane del mese) le borse cinesi hanno interrotto più di 40 offerte pubbliche iniziali (IPO) a Shanghai e Shenzhen a causa di un’indagine normativa su diversi intermediari nelle trattative. A riportare la notizia sono stati i media cinesi.

La borsa di Shenzhen avrebbe sospeso più di 30 IPO, compresi i piani di vendita di azioni pubbliche da parte dell’unità di chip di BYD Co, a partire dal 18 agosto. La borsa di Shanghai avrebbe invece bloccato otto IPO mirate al mercato STAR della città incentrato sulla tecnologia a partire dal 19 agosto.

Le società attribuiscono l’interruzione delle IPO a un’indagine della China Securities Regulatory Commission (CSRC) su intermediari, tra cui Tian Yuan Law Firm con sede a Pechino, China Dragon Securities Co e CAREA Assets Appraisal Co.

“Questa è un’ulteriore prova che le società private in realtà non esistono nella Repubblica popolare cinese – sono tutte sotto il controllo del Partito comunista cinese”, ha dichiarato il rappresentante degli Stati Uniti Michael McCaul. “Qualsiasi azienda che opera nella RPC deve rispondere al PCC, minacciando la trasparenza degli investitori, la privacy dei consumatori e la sicurezza nazionale”, ha aggiunto.

Il controllo più rigoroso sulle IPO arriva mentre Pechino lancia una raffica di repressioni normative contro svariati settori, dal mondo di internet all’istruzione privata. Questa mattina il governo cinese ha anche dichiarato che rafforzerà il controllo sulle società di contabilità e revisione in una lotta contro la contraffazione finanziaria, assicurando “tolleranza zero” verso le cattive condotte; secondo le autorità cinesi le società di revisione non hanno svolto a dovere il loro ruolo di supervisione favorendo numerose frodi e falsificazioni contabili.

Latest News

I più letti