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venerdì 7 Ottobre 2022

Borsa, Generali avvia il riacquisto di azioni proprie

Milano – Assicurazioni Generali ha comunicato l’avvio delle operazioni di riacquisto di azioni proprie (buyback), in esecuzione della delibera dell’Assemblea degli Azionisti del 29 aprile 2022, che ha autorizzato l’acquisto e la disposizione di azioni proprie, ai fini dell’annullamento in una o più volte, per un esborso complessivo massimo di 500.000.000 euro e per un numero massimo di azioni corrispondente al 3% del capitale sociale della Società fino al 29 ottobre 2023. Il Programma di riacquisto si inquadra nel piano strategico Lifetime Partner 24: Driving Growth in materia di politica della gestione del capitale ed è finalizzato a impiegare le risorse liquide in eccesso accumulate durante il triennio 2019-21 e non utilizzate per il capital redeployment oltre che a fornire agli azionisti una remunerazione aggiuntiva alla distribuzione dei dividendi. L’acquisto e la disposizione delle azioni proprie è strumentale all’annullamento, anche in più soluzioni, delle stesse senza riduzione del capitale sociale. Il riacquisto delle azioni di Assicurazioni Generali inizierà il 3 agosto 2022 e terminerà entro dicembre 2022. Nel frattempo, a Piazza Affari, la compagnia assicurativa allunga il passo rispetto alla seduta precedente, portandosi a 14,69 euro.

Generali ha archiviato il primo semestre con un utile netto in calo a 1.402 milioni per le svalutazioni in Russia senza le quali il risultato sarebbe pressoché invariato rispetto ai 1.540 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Il risultato è comunque sopra le attese degli analisti così come l’utile operativo che continua a crescere e arriva a 3,1 miliardi (+4,8%), grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita, Danni e Holding e altre attività. Dalle pagine della relazione finanziaria diffusa ieri emerge anche che Caltagirone, attraverso VM 2006, prosegue nella sua battaglia e il 25 luglio ha impugnato la delibera dell’assemblea di Generali sulla nomina del cda davanti al Tribunale di Trieste. Il Leone risponde di seguito che “la società conferma la piena legittimità della nomina” e ricorda che il 19 luglio il Tribunale aveva rigettato la richiesta di VM 2006 di nominare un procuratore speciale per la Compagnia, “appurata l’assenza di conflitto di interessi tra la società e gli organi che ne hanno rappresentanza”.

Tornando ai conti i premi lordi salgono a 41,9 miliardi (+2,4%), grazie ai Danni (+8,5%), in particolare nel segmento non auto, mentre restano quasi stabili nel Vita (-0,5%). In entrambi i comparti migliora l’utile operativo con la profittabilità tecnica del ramo Danni, il Combined Ratio, al 92,5% (+2,8 punti percentuali) per la maggiore sinistralità e per l’effetto dell’iperinflazione in Argentina, e quella del Vita, il New Business Margin, a 5,23% (+0,59 punti percentuali). “Siamo stati in grado di raggiungere questi risultati in un contesto di crescente incertezza geopolitica e macroeconomica” ha osservato il ceo di Generali Philippe Donnet, che ha confermato gli obiettivi del piano al 2024. Il manager durante la presentazione dei conti ha preferito non fare commenti invece sui lavori del cda che è tornato a riunirsi nel pomeriggio ed è riuscito a completare i comitati interni dove sono entrati i consiglieri di minoranza. Si tratta di Marina Brogi, di Flavio Cattaneo, che assume la presidenza di un comitato ‘sensibile’ quale è quello sulle Operazioni con Parti Correlate, e di Stefano Marsaglia la cui nomina 15 giorni fa come consigliere al posto di Francesco Gaetano Caltagirone ha contribuito a sbloccare l’impasse. Le tensione degli ultimi mesi nell’azionariato del Leone non hanno, secondo Donnet, avuto effetti sulla gestione del gruppo.

“Le discussioni fra gli azionisti non ci hanno fatto cambiare idea sulla validità del nostro piano. E confermo che siamo completamente impegnati a realizzarlo”, ha assicurato il ceo pur ammettendo che il contesto macroeconomico e internazionale è diventato ancora più sfidante. E non c’è solo la partecipazione nella russa Ingosstrakh, che è stata svalutata del 70%. Sul rischio Italia, per un gruppo che ha in portafoglio 52,8 miliardi di titoli di Stato, pur calati rispetto ai 63 miliardi di fine 2021, il manager francese si è detto attento ma non preoccupato per l’attuale incertezza che non piace al mercato, convinto che si andrà a risolvere con le prossime elezioni politiche: “Sono molto fiducioso delle capacità della politica e delle istituzioni italiane a mettere su in piedi un governo responsabile e che continui la strada delle riforme”. Non è peraltro l’allargamento dello spread Btp-Bund ad aver fatto peggiorare l’indicatore di solidità di capitale, Il Solvency ratio, che al 29 luglio è sceso al 223% rispetto al dato di fine giugno, quando era pari a 233%. La variazione è in gran parte dovuta all’acquisizione de La Medicale. Buone notizie anche sul fronte Cattolica Assicurazione. “Confermo sinergie di almeno 80 milioni di euro che raggiungeremo in anticipo rispetto alle attese, perché il percorso dello squeeze out sarà completato entro due settimane e il delisting della compagnia accelererà il processo di integrazione di Cattolica.

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