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giovedì 30 Giugno 2022

Bce: nessun dettaglio sul nuovo scudo anti-spread, il differenziale cala

Bruxelles – Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha deciso di conferire mandato agli uffici tecnici per “accelerare il completamento della progettazione di un nuovo strumento anti-frammentazione”, da sottoporre poi allo stesso board. Il risultato della riunione di emergenza del Consiglio direttivo della BCE non ha quindi prodotto alcuna decisione concreta o messa a punto di strumenti, ma solo un rinnovato impegno nella lotta alla frammentazione di mercato senza dettagli specifici. Dopo l’annuncio il differenziale tra i Bund tedeschi e i Btp italiani è sceso a 223,9 punti, con il rendimento del titolo italiano in calo di 29,1 punti base al 3,872%.

“Da quando il graduale processo di normalizzazione delle politiche è stato avviato nel dicembre 2021, il Consiglio direttivo si è impegnato ad agire contro i rischi di recrudescenza della frammentazione – si legge nel breve statement di Francoforte, che non fornisce ulteriori dettagli sulla decisione -. La pandemia ha lasciato vulnerabilità durature nell’economia dell’area euro che stanno effettivamente contribuendo alla trasmissione non uniforme della normalizzazione della nostra politica monetaria tra le giurisdizioni”. L’espressione frammentazione di mercato descrive quella situazione in cui alcuni paesi subiscono un ampliamento significativo dei propri spread slegati dai fondamentali economici.

Come ha anche ricordato la presidente della BCE Christine Lagarde nella conferenza stampa post-meeting della settimana scorsa, “non c’è uno specifico livello dei tassi o di spread che può far scattare la frammentazione”. Oggi il Consiglio direttivo della BCE ha deciso che “applicherà flessibilità nel reinvestimento dei rimborsi in scadenza nel portafoglio PEPP, al fine di preservare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria, condizione preliminare affinché la BCE sia in grado di realizzare i suoi mandato di stabilità dei prezzi”. Anche solo la notizia, dicevamo, ha fatto comunque bene alle piazze europee, a partire da Milano (+3,45%).

Positive anche Madrid (+2,18%), Francoforte (+1,9%), Parigi (+1,85%) e Londra (+1,7%), mentre i listini Usa (Dow Jones +1,26%) e Nasdaq (+1,77%) sembrano aver già assorbito il rialzo dei tassi Fed dall’1 all’1,5% atteso in serata. Gli acquisti premiano il comparto bancario, dalle italiane Fineco (+7,55%), Intesa (+5,55%), Unicredit (+5,08%), Banco Bpm (+4,34%) e Bper (+4,23%) a Commerzbank (+4,63%), Santander (+3,7%), SocGen (+3,59%), Hsbc (+2,96%) e Bnp (+2,64%). In luce anche il comparto auto da Renault (+4,58%) a Stellantis (+2,95%) e Ferrari (+2,49%), mentre soffre quello dell’energia con Tenaris (-1,66%), Repsol (-1,15%), Bp (-0,5%) TotalEnergies (-0,35%) e Shell (-0,25%), frenato dal calo del greggio (Wti -0,82% a 118,09 dollari al barile). In controtendenza Eni (+1,63%), positiva Italgas (+1,67%) che ha presentato oggi il nuovo piano strategico 2022-2028.

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