12.6 C
Milano
sabato 26 Novembre 2022

Bce, inflazione alta e rialzo tassi ancora a lungo: sale il pressing sul tetto al prezzo del gas

Milano – “Le prospettive si stanno oscurando. L’inflazione rimane troppo alta ed è probabile che rimanga al di sopra del nostro obiettivo per un lungo periodo. Nella nostra riunione di inizio mese, il Consiglio direttivo ha quindi compiuto un passo importante per anticipare la transizione dal livello prevalente altamente accomodante dei tassi ufficiali verso livelli che garantiranno il tempestivo ritorno dell’inflazione al nostro obiettivo di medio termine del due per cento”, così la presidente della BCE, Christine Lagarde, ieri durante la sua audizione al Parlamento europeo. Lagarde ha fornito anche una breve panoramica delle prospettive economiche sottolineando che l’economia dell’area dell’euro è cresciuta dello 0,8% nel secondo trimestre del 2022 – “principalmente a causa della forte spesa dei consumatori per i servizi con la riapertura dell’economia” – ma prevedendo un sostanziale rallentamento dell’attività nei prossimi trimestri.

La BCE ha individuato quattro ragioni principali: l’elevata inflazione che sta frenando la spesa e la produzione in tutta l’economia anche nel quadro delle interruzioni dell’approvvigionamento di gas, la perdita di vigore della forte domanda di servizi che aveva caratterizzato la riapertura dell’economia, l’indebolimento della domanda mondiale e, infine, l’incertezza elevata dimostrata dal calo della fiducia delle famiglie e delle imprese. “Questi sviluppi hanno portato a una revisione al ribasso delle ultime proiezioni del personale per la crescita economica per il resto dell’anno in corso e per tutto il 2023. Il personale ora prevede che l’economia crescerà del 3,1 per cento nel 2022, dello 0,9 per cento nel 2023 e dell’1,9 per cento nel 2024”, ha dichiarato Lagarde. Quanto alle proiezioni di base sull’inflazione la BCE le ha riviste in modo significativo al rialzo: l’inflazione annuale dovrebbe ora attestarsi all’8,1% nel 2022, al 5,5% nel 2023 e al 2,3% nel 2024. “I rischi per le prospettive inflazionistiche sono principalmente al rialzo, riflettendo principalmente la possibilità di ulteriori importanti interruzioni nell’approvvigionamento energetico.

Sebbene questi fattori di rischio siano gli stessi per la crescita, il loro effetto sarebbe l’opposto: aumenterebbero l’inflazione ma ridurrebbero la crescita”, ha spiegato. Quanto alla politica monetaria della Banca Centrale Europea, “prevediamo di aumentare ulteriormente i tassi di interesse nei prossimi incontri per smorzare la domanda e prevenire il rischio di un persistente spostamento al rialzo delle aspettative di inflazione. Valuteremo regolarmente il nostro percorso politico alla luce delle informazioni in arrivo e dell’evoluzione delle prospettive di inflazione. Le nostre future decisioni sui tassi ufficiali continueranno a dipendere dai dati e seguiranno un approccio riunione per riunione”. Il Consiglio direttivo della BCE nell’ultimo mese ha già deciso di aumentare i tre tassi di interesse chiave della BCE di 75 punti base, in aggiunta all’aumento di 50 punti base annunciato a luglio. Continua, nel frattempo, il pressing su Bruxelles di un gruppo di paesi dell’Unione europea (tra cui l’Italia ma anche Belgio, Italia, Polonia, Malta e Grecia, in tutto una decina) che spingono su un piano per un tetto generalizzato al prezzo del gas.

Il mese scorso, la Ue ha proposto un pacchetto di misure di emergenza per affrontare l’impennata dei prezzi dell’energia, rinunciando però a fissare un tetto al prezzo del gas, in attesa che i 27 Stati membri trovino un punto di sintesi comune. Da qui una lettera sottoscritta dagli Stati favorevoli con la richiesta alla Commissione europea di presentare proposte su un tetto al prezzo del gas da discutere in occasione della riunione dei ministri dell’energia dell’Ue in programma venerdì, cui faccia seguito una proposta legislativa il più in fretta possibile. In uno studio pubblicato dalla Florence School of Regulation, centro di eccellenza europeo in materia di regolamentazione dei mercati nel settore energia e clima, viene spiegato che “la situazione eccezionale in cui versa il mercato del gas dell’Ue potrebbe giustificare un intervento normativo” e “un approccio” generalizzato sulle importazioni “avrebbe maggiori possibilità di essere concordato e attuato” in Ue “e potrebbe essere più efficace” rispetto all’introduzione di un price cap limitato al gas russo – considerato come sanzione.

Nel policy brief, gli esperti propongono una strategia per l’attuazione del tetto massimo al prezzo del gas nell’Ue basata su due elementi principali: l’adozione di misure per ridurre il prezzo del gas di gasdotto scambiato nell’Ue e l’approvvigionamento, sul mercato globale, di eventuali volumi aggiuntivi di Gnl richiesti nell’Ue attraverso aste organizzate da un acquirente unico (o dai Gestori dei sistemi di trasmissione, Tso). La riduzione del prezzo da gasdotto – si legge – potrebbe essere ottenuta mediante la combinazione di due misure: la prima riguarda l’utilizzo delle funzionalita’ tecniche impiegate dalle borse del gas, come gli Interval Price Limits della Borsa Intercontinentale, a cui applicare una regolamentazione per orientare al ribasso i prezzi; mentre la seconda si basa sul ruolo di bilanciamento dei Tso e su un mandato regolamentare ad acquistare e vendere qualsiasi quantità di gas di bilanciamento a un prezzo o una fascia di prezzo predefiniti.

Latest News