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sabato 28 Maggio 2022

Battaglia Generali, Sapelli: «Prestito titoli inquietante»

Milano – La lista del cda uscente in una società come Generali “è una violazione di quelli che sono i principi della ‘good governance’ anglosassone”. E’ il giudizio dell’economista Giulio Sapelli sullo scontro fra gli azionisti della compagnia assicurativa, esploso anche sulla lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione presentato dal board uscente, criticata aspramente da uno dei soci forti della compagnia, Francesco Gaetano Caltagirone. “Uno dei principi della buona governance – spiega Sapelli contattato dall’Adnkronos- dice che è possibile fare una lista del consiglio di amministrazione nelle public company che non hanno nuclei di controllo, senza noccioli duri”.

Generali, continua Sapelli, “è una public company a media volatilità, ma con dei noccioli duri nell’azionariato, come Mediobanca, per cui è una public company non completa. E presentare una lista del cda è una violazione di quelli che sono i principi della good governance anglosassone”. In questo senso “sarebbe stato più trasparente che Mediobanca presentasse la propria lista”. Anche il prestito titoli, strumento che ha permesso a Mediobanca di salire al 17,2% dei diritti di voto di Generali in vista dell’assemblea degli azionisti di fine aprile, “è una cosa inaudita. Che il mercato e gli azionisti si affittino è una cosa inquietante”.

Il prestito titoli è un aspetto non normato in Italia. Ma, sottolinea l’economista, i pilastri della buona governance sono “la trasparenza e la responsabilità. Prima del vuoto normativo c’è il comportarsi rispettando certi principi del libero mercato, che una volta si fondava su una buona stretta di mano. E adesso ogni volta ci va una nuova normativa? Ma per piacere. Precediamo la norma con il buon senso”. Infine sull’accentramento di poteri eccessivi nelle mani dell’amministratore delegato di Generali, altro aspetto criticato da Caltagirone, Sapelli ricorda che “i principi dominanti di un’organizzazione che produce valore sono due: la frugalità e il decentramento”.

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